Sgominata una batteria di truffe seriali agli anziani: usavano il trucco del finto incidente

Le indagini sono cominciate nell'aprile 2016. Due napoletani si trovano ai domiciliari. Estorcevano denaro spacciandosi con le vittime per assicuratori o agenti di forze dell'ordine

Hanno seminato vittime per mezza Italia, ma ora entrambi i componenti di una batteria di truffatori seriali sono finiti in manette grazie alle indagini iniziate dai carabinieri della tenenza di Mira. Ci sono voluti quasi 2 anni per stringere le manette ai polsi di entrambi i malviventi, dato che uno era scappato in Spagna (dove evidentemente aveva appoggi). Una volta tornato a Casoria, nel Napoletano, per trascorrere il periodo delle feste natalizie, i carabinieri l'hanno arrestato. Si tratta di E.M., 51enne, mentre l'altro complice, M.P., 42enne di Napoli centro, era già finito in manette in precedenza. Entrambi devono rispondere di truffa aggravata in concorso.

"Ipotesi di collegamenti con la criminalità organizzata"

A emettere i provvedimenti restrittivi il gip del Tribunale di Terni, che ha rinnovato le misure cautelari emesse a giugno dal Tribunale di Venezia. "Le indagini continuano, anche per far luce sugli appoggi dei due arrestati - ha dichiarato il comandante della compagnia dei carabinieri di Mestre, maggiore Antonio Bisogno - stiamo valutando anche se questi truffatori possano avere legami con la criminalità organizzata, visti i guadagni che erano in grado di intascarsi. Di certo l'unico modo per contrastare le truffe è informare gli anziani, e in questo senso abbiamo già da tempo organizzato incontri e vademecum ad hoc". 

Il comandante dei carabinieri di Mestre, maggiore Bisogno: "Li combattiamo informando"

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Un modus operandi consolidato

Le indagini sono cominciate nell'aprile del 2016, a seguito della denuncia di un (all'epoca) 83enne di Mira. L'uomo era stato contattato telefonicamente dai truffatori in due differenti occasioni: prima si erano spacciati per assicuratori, poi per carabinieri. Seguivano un modus operandi preciso, molto in voga tra i truffatori seriali: chiamavano le proprie vittima all'utenza fissa, mantenendo la telefonata aperta. In questo modo i malcapitati riattaccano per chiamare il 112, ma dall'altra parte della cornetta trovavano sempre gli stessi truffatori, che possono spacciarsi per forze dell'ordine. Nella circostanza, i due delinquenti avevano messo in allarme l'anziano, spiegando che il figlio aveva causato un incidente ma aveva l'assicurazione scaduta. Per non avere problemi con la giustizia avrebbe dovuta pagarla immediatamente. L'uomo "annusando" la truffa chiamò subito i carabinieri locali che avviarono le indagini che hanno poi portato all'arresto dei due impostori.

Le altre truffe in giro per l'Italia

In breve tempo gli inquirenti scoprono altre tentate truffe da parte del duo, che in alcune circostanze vanno a segno. È il caso del raggiro ai danni di una 86enne di Orvieto che aveva consegnato a mano a uno dei due truffatori 1500 euro in contanti, dopo averli prelevati allo sportello dell'ufficio postale. Alla donna era stato spiegato che il figlio aveva causato un grave incidente, e rischiava la revoca della patente se non fosse stata pagata immediatamente la somma per avviare le pratiche legali. A finire nella rete con la stessa modalità anche una 90enne di Ancona, che diede ai due malviventi tutto ciò che aveva in casa, ossia 280 euro a fronte di una richiesta di 800 euro. Una 68enne di Giulianova (Teramo), invece, si era già recata in banca a prelevare 3mila euro ma la figlia, insospettendosi, chiamò i carabinieri. M.P., il 42enne, venne colto in flagrante perché si era recato all'abitazione della vittima per riscuotere. Nel giugno scorso venne arrestato in un popoloso quartiere partenopeo. 

Complice in fuga

Dopo l'arresto del 42enne, il suo complice si è dato alla macchia, rifugiandosi in Spagna. Rientrato in Italia, a Casoria (Napoli), per trascorrere le festività natalizie in famiglia, i carabinieri sono riusciti ad individuarlo e ad arrestarlo. I delinquenti si trovano attualmente agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, e dovranno rispondere di truffa aggravata continuata in concorso.

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