Donna rapinata e sequestrata. Nomadi finti addetti Enel in manette

Le ordinanze di custodia cautelare sono scattate in campi nomadi del Padovano. Fatale per loro un rocambolesco colpo messo a segno a fine settembre a Portogruaro

La loro tecnica era oramai collaudata: si fingevano tecnici Enel per farsi aprire da ignari anziani e poi derubarli di tutto. L'ultimo caso era accaduto a fine settembre quando, nel pomeriggio di un sabato, tre uomini si erano presentati in divisa davanti ad un'abitazione di via Udine a Portogruaro. "Siamo dell'Enel, signora", la prassi era sempre la stessa ma quest'ultima volta qualcosa era andato storto.

I malviventi erano riusciti ad entrare in casa della 60enne assicurando che ci sarebbe voluto poco, erano riusciti a rubare più di 150 euro in contanti dalla camera da letto e anche alcuni gioielli dall'alto valore affettivo per la donna, ma, proprio la signora, subito dopo essersi accorta del furto, sarebbe uscita di casa correndo e cercando di inseguirli. Qui i finti tecnici sarebbero usciti di strada con la loro Fiat Grande Punto in un tratto dove un piccolo canale costeggia la carreggiata. Una volta raggiunti però uno di loro l'avrebbe bloccata per un braccio, trascinata nuovamente in casa intimandola a non chiamare i soccorsi.

A quel punto due malviventi sarebbero riusciti a fuggire chiedendo un passaggio ad un ignaro automobilista che li ha portati fino alla stazione ferroviaria. Poco dopo anche il quarto complice, quello che stava tenendo sequestrata la donna in casa, avrebbe raggiunto gli altri in stazione grazie all'aiuto di un taxi. Lo stesso automobilista però, poco dopo avrebbe avvisato il 112, dicendo d'aver accompagnato delle persone "poco raccomandabili" proprio in stazione. La telefonoata dell'automobilista si è rivelata poi fondamentale per le indagini ed il riconoscimento dei tre, avvenuto anche grazie ad un video di sorveglianza della stazione di Portogruaro, dalla quale i malviventi avevano preso un taxi per Oderzo. I criminali avevano quindi abbandonato la loro Fiat Punto e le indagini dei carabinieri erano iniziate subito proprio partendo dall'ispezione dell'automobile.

Alcuni dettagli presenti nella macchina avrebbero quindi portato i carabinieri della compagnia di Portogruaro a riconoscere gli autori del furto in un campo nomadi del Padovano. Nella mattinata di sabato sono scattati gli arresti e le manette si sarebbero strette intorno ai polsi di tre giostrai pregiudicati padovani: F. e M. G., padre e figlio di 51 e 22 anni, e R. C., 38 anni, con casa proprio a Padova. Le ordinanze sono state eseguite nei campi nomadi di Terassa Padovana, Albignasego e via del Mincio a Padova.

Le indagini però hanno portato a riconoscere gli arrestati come autori non solo del furto di Portogruaro ma anche di numerosi altri colpi avvenuti nelle provincie di Venezia, Padova, Treviso e Mantova. L’analisi dei tabulati telefonici delle utenze trovate in uso agli indagati, infatti, ha permesso di ricostruire nel tempo gli spostamenti dei medesimi, individuando così data, luogo ed ora delle loro “puntate” fuori Padova che spesso coincidevano con furti avvenuti proprio da finti tecnici ENEL ed a bordo di una autovettura del medesimo tipo e colore di quella noleggiata. In alcuni casi i derubati hanno anche riconosciuto uno o più degli  arrestati. I fermati sono quindi stati denunciati anche di altri quattro episodi di furto, sempre con le medesime modalità.

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