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Inseguimento con spari a San Donà di Piave, potrebbe essersi trattato di una bravata

Un 19enne arrestato e un 17enne denunciato per la fuga e tentato investimento di un carabiniere. I due trevigiani non hanno ancora spiegato il perché del loro gesto

Potrebbe essersi trattato di una bravata escogitata da giovanissimi per eludere i controlli dell'autovelox. Potrebbe, perché ancora si è nel campo delle ipotesi dopo che due giovani si sono resi protagonisti di un inseguimento nel territorio sandonatese nella notte tra sabato e domenica. Non hanno spiegato il perché della loro fuga e del conseguente inseguimento. Uno, il maggiorenne, è stato arrestato. L'altro, l'amico minorenne, è invece stato denunciato per gli stessi reati, ossia resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

I fatti sono noti: verso le 4 di notte, durante un normale posto di controllo lungo corso Silvio Trentin a San Donà, una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri dellla città del Piave si è lanciata all’inseguimento di una Fiat Punto che era stata notata transitare a forte velocità e con le targhe coperte da magliette. La folle corsa sarebbe durata circa mezz'ora, nel corso della quale il conducente ha percorso anche diversi chilometri contromano all’altezza di via Martiri delle Foibe, in direzione San Donà di Piave. A questo si sono aggiunti vari altri comportamenti pericolosi al volante.

La Punto, poi, si è fermata a lato carreggiata per poi ripartire subito con l'intento di investire il militare capo equipaggio che nel frattempo era uscito dalla gazzella per controllare l’auto. Fortunatamente il militare è riuscito a evitare l’impatto, spostandosi dalla traiettoria e gettandosi a terra ed esplodendo nel mentre con la propria arma d'ordinanza alcuni colpi di pistola diretti alle ruote del veicolo per bloccarne la fuga. I colpi sono andati a segno, danneggiando la ruota posteriore sinistra e parte della fiancata. Il veicolo, però, nonostante gli spari e lo pneumatico forato, ha continuato a scappare per qualche minuto finché non è stato bloccato in una strada senza uscita, in via Cabruna, e nell’invertire il senso di marcia ha colpito frontalmente la gazzella dei carabinieri, che pensavano di trovarsi di fronte a criminali incalliti. La modalità della fuga, la copertura delle targhe e tutto il resto portava a ritenere questo.

In realtà il conducente, poi arrestato, è un 19enne trevigiano, e il passeggero è un 17enne sempre della Marca. Entrambi erano incensurati. L’auto, intestata a una terza persona, non risultava rubata e aveva tutti i documenti in regola. I due sono stati portati in caserma e, al termine degli accertamenti, è scattato l'arresto nei confronti del maggiorenne, poi condannato dal giudice a 1 anno e 2 mesi di reclusione con sospensione della pena. Il carabiniere ferito, invece, è stato dimesso dal pronto soccorso con 8 giorni di prognosi. L'arrestato, sottoposto all’etilometro, è stato trovato positivo con un valore di circa 0,3 microgrammi per litro, che gli avrebbe comunque comportato la sospensione della licenza di guida, essendo un neopatentato.

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