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Sorpreso con passaporto falso dopo l'atterraggio: un arresto a settimana al Marco Polo

Nei guai il 12 maggio è finito un 33enne guineano che voleva raggiungere la Germania. Da inizio anno sono state 35 le persone finite in manette per documenti contraffatti

Tenta di superare i controlli all'aeroporto con un passaporto falso, ma viene scoperto e arrestato dagli agenti della polizia di frontiera. Il viaggio si è concluso nel peggiore dei modi per un 33enne nato in Libia ma di nazionalità guineana e residente negli Emirati Arabi. All'inizio ha mantenuto un comportamento tranquillo, confidando nel documento che aveva con sé. L'accertamento è scattato una settimana fa, nell'area Arrivi del Marco Polo. Il 33enne aveva esibito un passaporto guineano risultato poi contraffatto, grazie anche all'apporto di sofisticate apparecchiature. Per il possesso di documenti falsi validi per l'espatrio scatta in automatico l'arresto. 

Il giorno seguente il giudice ha convalidato la misura cautelare, rimettendo in libertà lo straniero. Il quale il giorno seguente è stato caricato a bordo di un aereo per Dubai e rispedito al mittente. Secondo quanto dichiarato dal 33enne, che avrebbe vissuto a lungo in Siria, avrebbe acquistato il passaporto falso per 10mila dollari da un cittadino libanese naturalizzato guineano. Il viaggiatore intendeva raggiungere la Germania. 

Solo da inizio anno, secondo una nota della polizia di frontiera, sono 70 i documenti d'identità sequestrati dalla polizia di frontiera dell'aeroporto di Tessera. Sono state 35 le persone arrestate, mentre sono state altri 20 a essere denunciate per utilizzo di documento falso e sostituzione di persona. Dal 1 gennaio sono stati respinti alla frontiera 67 cittadini che non hanno soddisfatto i criteri richiesti dalla legge per l'ingresso nel territorio italiano. Solo nella giornata di giovedì sono stati controllati 6060 passeggeri, tra cui numerosi cittadini provenienti da scali aerei europei a seguito del temporaneo ripristino dei controlli documentali alle frontiere interne disposto dal governo italiano in relazione al vertice G7 di Taormina. 
 

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