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Era diretto al mercato di Chioggia, preso "picciotto" del boss mafioso

Un 42enne siciliano è finito in manette lunedì grazie alla squadra mobile di Venezia. E' considerato vicinissimo a Matteo Messina Denaro

È stato arrestato nella provincia di Padova, a Conche di Codevigo, dalla squadra Mobile di Venezia, una delle undici persone ritenute fiancheggiatrici del latitante maafioso Matteo Messina Denaro. Il super boss ricercato da anni dalle forze dell'ordine. Le manette, nell'ambito dell'operazione antimafia "Ermes", sono scattate nelle prime ore di lunedì, nei confronti di G.L., 42 anni, di Mazara del Vallo (Trapani), autotrasportatore, destinatario, assieme agli altri dieci, di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Palermo, su richiesta della Procura. L'accusa è di favoreggiamento, aggravato dalla modalità mafiosa, per avere agevolato la latitanza del boss.  

LE INDAGINI. Secondo le indagini condotte dagli investigatori siciliani, l'arrestato assicurava le comunicazioni tra alcuni esponenti della mafia siciliana, che, con lo scopo di mettere i bastoni tra le ruote alle indagini, utilizzavano insospettabili persobe per fissare discreti appuntamenti in isolatissimi luoghi delle campagne tra Salemi, Mazara del Vallo, Santa Ninfa e Partanna, in Sicilia.

ALL'ALBA A CHIOGGIA. G.L., che non risulta avere collegamenti criminali in territorio veneto, si trovava nel Padovano, nella notte tra domenica e lunedì, solo per una breve sosta in un albergo di Codevigo da dove, il mattino seguente, a bordo del proprio camion frigo, avrebbe dovuto effettuare un carico di crostacei nei mercati ittici di Chioggia.

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