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Nemmeno il tempo di essere rilasciato che il giorno dopo finisce in manette

F.B.M., 21enne romeno, era stato fermato a Portogruaro nella notte tra domenica e lunedì. Condannato per furto, era poi stato liberato con la condizionale. Martedì sera l'ennesimo arresto

Nemmeno il tempo di essere rilasciato con la condizionale che già torna in manette. E poco è servito a F.B.M., 21enne di origine romena, fornire un nome falso ai carabinieri. I militari dell'Arma, infatti, l'avevano già fermato nella notte tra domenica e lunedì mentre con due complici, accortisi dell'arrivo delle forze dell'ordine, aveva parcheggiato una Skoda nera con targa spagnola in viale Trieste a Portogruaro per poi scendere e, con disinvoltura, dividersi dagli altri. Ma lo stratagemma non era servito per seminare gli uomini in divisa, che avevano ricevuto segnalazioni dai residenti sul veicolo sospetto. In quel caso a bordo dell'auto era stato trovato un gommone Quicksilver di 4 metri, sgonfiato e arrotolato, assieme a un motore fuoribordo Tohatsu da 30 cavalli appena rubato a Caorle, in località Ca' Cottoni.

Nel pomeriggio di lunedì l'udienza di convalida, al termine della quale F.B.M. era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per furto aggravato in concorso. Poi la scarcerazione con la condizionale. "Sperando" che questa disavventura fosse servita a fornire una lezione al giovane. Niente di tutto ciò.

Verso le 21.30 del giorno seguente, infatti, il 21enne è stato fermato mentre stava caricando in via Mecchia sulla "solita" Skoda Nera con targa spagnola una bicicletta. Di fronte alle domande delle forze dell'ordine, F.B.M. ha pensato bene di fornire un nome falso, pensando di farla franca. Portato in caserma, però, è stato subito riconosciuto come uno del "trio del gommone".

Nel momento in cui si era accorto dell'arrivo dei carabinieri, il giovane ha tentato di scappare, per poi reagire con violenza una volta raggiunto. Un agente, infatti, è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso riportando ferite guaribili in otto giorni. Oltre all'arresto per false dichiarazioni sulla propria identità, quindi, il giovane dovrà rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale.
 

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