Arrestato 2 volte e espulso: «Per inghippi burocratici può delinquere ancora»

Lo sfogo del comandante della polizia locale Marco Agostini sui social. L'Ulss ha replicato: «Piena disponibilità del nostro personale, ma non ci era stata segnalata alcuna urgenza»

Nel tondo, Marco Agostini

Il primo episodio risale a martedì 19 novembre. Un 18enne tunisino minaccia, prende a calci e deruba un 16enne alla stazione di Mestre. Dopo la fuga, viene rintracciato e arrestato dalla polizia, poi negli uffici della questura dà in escandescenze e minaccia gli agenti. L'indomani viene processato, condannato e immediatamente rilasciato con il divieto di dimora. Il giovane delinquente, non stupisce, non rispetta gli obblighi e il sabato successivo è nuovamente arrestato, questa volta dalla polizia locale, a seguito di una violenta lite con uno spacciatore molto noto in zona. Nella circostanza, due agenti accorsi per sanare la rissa vengono aggrediti fisicamente e verbalmente e feriti. A quel punto, considerata la pericolosità del giovane, il pm ne dispone la custodia in carcere, fino al processo celebrato lunedì (25 novembre ndr). Il giudice lo condanna e ne ordina l'espulsione, subito viene reperito un posto in un centro per l'espulsione a 500 chilometri di distanza. La polizia locale se ne fa carico e lo accompagna.

Libero di delinquere

Quando il cerchio sembra chiuso e Mestre liberata di un delinquente a piede libero, scatta l'inghippo. A palesare il proprio malumore è il comandante della polizia locale di Venezia, Marco Agostini. «Per rinchiudere il soggetto al centro di espulsione, - ha spiegato in un post sul proprio profilo facebook - ci vuole una certificazione medica che ne attesti uno stato di salute compatibile. Non lo può fare il medico del carcere, non essendo più detenuto, non lo può fare il medico della polizia, non lo può fare il pronto soccorso. Serve un medico legale, che è disponibile solo l’indomani mattina. Per altro il centro accoglie gli ospiti solo dalle 8 alle 20, e la legge non consente di trattenere il soggetto per questi problemi burocratici». Non potendo operare in maniera differente, al 18enne viene notificata l'espulsione, con l'ordine di lasciare il paese entro 7 giorni». Morale della favola: il delinquente per ora circola libero. Libero di reiterare il suo comportamento violento. «È frustrante, - chiosa Agostini - ma tutto ciò è la legge».

L'Ulss: «Piena collaborazione con le forze dell'ordine»

Riguardo la presunta indisponibilità del medico legale, ha replicato il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Ulss 3, il dottor Luca Sbrogiò: «Diamo sempre piena collaborazione alle forze dell'ordine, e in particolar modo ci mettiamo a disposizione in ogni caso in cui sia evidenziata una necessità. Nel caso specifico della visita necessaria per il soggetto fermato, un nostro medico del servizio di medicina legale, la dottoressa Mazzarolo, ha ricevuto quella sera, alle 20.30, la richiesta di appuntamento per la visita da parte del funzionario Franzoi, della polizia municipale. Ha concordato la visita per l'indomani alle 7.00, senza che venisse sollevato alcun motivo di ulteriore o maggiore urgenza. All'appuntamento, però, gli agenti e la persona in custodia non sono mai giunti. Alle 7.11 la dottoressa Mazzarolo ha ricevuto invece, per iscritto, un messaggio dello stesso Franzoi, il quale rassicurava che la visita al soggetto non era più necessaria poiché tutto era stato risolto».

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