Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Caso Mose: arrestato Milanese, ex consigliere del ministro Tremonti

A distanza di un mese dallo scoppio del caso finisce in manette per corruzione uno dei personaggi citati dai "grandi accusatori" dell'inchiesta

Marco Milanese (©TM News Infophoto)

Un altro personaggio eccellente va ad allungare la lista di arresti legati allo scandalo Mose. Su ordinanza della Procura di Venezia l'ex consigliere del ministro dell'Economia Giulio Tremonti Marco Milanese è stato arrestato a Roma dalla guardia di finanza con l'accusa di corruzione. Il suo nome, del resto, ha fatto capolino più volte negli interrogatori dei "grandi accusatori" che hanno dato il la all'inchiesta: l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati, l'ex segretaria dell'attuale parlamentare Gianfranco Galan Claudia Minutillo e l'ex amministratore delegato della Mantovani Piergiorgio Baita.

SCANDALO MOSE: TUTTI I DETTAGLI

Durante un controllo delle fiamme gialle nella sede del Consorzio Venezia Nuova, per esempio, secondo la Minutillo una tangente da mezzo milione di euro destinata a Marco Milanese sarebbe "volata" dietro un armadio prima che le forze dell'ordine potessero scoprirla. La presunta consegna, sempre secondo la "Dogessa", il 7 giugno 2010. Per ottenere lo sblocco dei fondi del Cipe per il Mose. Ora le manette, che potrebbero inaugurare il "filone romano" di uno scandalo destinato ad allargarsi. La decisione del gip Alberto Scaramuzza per l'arresto di Milanese è dovuta ai recenti sviluppi dell'inchiesta che hanno fatto emergere "sussistenti motivi di urgenza a provvedere", legati alla possibilità di reiterazione del reato e quindi di un nuovo danno alla pubblica amministrazione. All'ex deputato Pdl sono anche stati sequestrati beni per 500mila euro, ovvero il corrispettivo della presunta dazione ricevuta dagli ex vertici del Cvn. La somma requisita corrisponderebbe dunque al prezzo del reato e sarebbe stata consegnata a Milanese in virtù del ruolo di consigliere politico di Tremonti, all'epoca titolare dell'Economia, al fine di far ottenere al Cvn finanziamenti inizialmente esclusi dalle delibere del Cipe nel 2010.

L'arresto fa riferimento all'ordinanza che il gip Alberto Scaramuzza aveva emesso il 4 giugno scorso e che aveva portato, tra carcere e domiciliari, all'arresto di 35 persone per vari reati legati alla realizzazione del Mose. Compresi l'ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e l'ex assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso (la richiesta di custodia cautelare nei confronti dell'ex governatore Giancarlo Galan, ora onorevole, è ancora al vaglio della Giunta apposita della Camera). La richiesta della Procura veneziana - nell'indagine condotta dai Pm Stefano Buccini, Paola Tonini e Stefano Ancillotto - era stata avanzata al Gip invece il 10 giugno. Secondo l'accusa, il Cvn avrebbe pagato Milanese attraverso Roberto Meneguzzo, patron della vicentina Palladio finanziaria. La dazione sarebbe avvenuta a Milano direttamente dalle mani di Mazzacurati e per questo gli atti relativi a Meneguzzo sono stati trasferiti dal Tribunale del Riesame di Venezia in Lombardia per competenza territoriale.

Di fatto, nonostante Milanese non sia più in Enti o istituzioni pubbliche - secondo magistrati e investigatori - avrebbe tessuto negli anni una rete di contatti interpersonali ad alto livello che lo avrebbero potuto spingere a ricevere o chiedere nuove dazioni in cambio di favori nella realizzazione di opere pubbliche.

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