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Arrestato 28enne miranese per spaccio: cocaina e un tesoro in contanti nel garage

Gli agenti hanno prima perquisito la macchina del ragazzo, poi ecco la scoperta in casa: trasferito a Santa Maria Maggiore è ora in attesa di processo

Nel pomeriggio dello scorso primo marzo, la Squadra Mobile della Questura di Venezia ha arrestato B.E., 28 anni, originario di Mirano, per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio. 

Il pusher, avvistato poco prima a bordo della sua BMW – secondo quanto riferiscono le autorità - con fare sospetto e guardingo, è stato fermato dagli agenti della Sezione Antidroga. Il controllo della vettura ha confermato i sospetti delle forze dell’ordine.

Sono stati infatti rinvenuti 50g di cocaina (al 73% di principio attivo, corrispondenti a circa 237 dosi al dettaglio) all’interno di un sacchettino di nylon sul portaoggetti vicino al cambio dell’auto.

Sulla base quanto trovato e considerati i precedenti di polizia dell’uomo, gli operatori hanno esteso la perquisizione nell’abitazione del ragazzo a Mirano: all’interno del garage sono stati rinvenuti due confezioni contenenti 143g di marijuana e 5 ovuli contenenti hashish del peso di 51g. Al 28enne sono stati sequestrati anche una bilancia, verosimilmente utilizzata per la pesatura della droga, nonché oltre 40.000 euro in contanti di vario taglio, di cui non ha indicato la provenienza.

Accompagnato negli uffici della Questura di Venezia, dopo gli accertamenti di rito, è stato condotto nella Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore a disposizione del magistrato di turno.

Nello stesso pomeriggio, anche gli uomini del Gruppo Anticrimine Mestre Marghera (GAMM) della Squadra Mobile di Venezia hanno tratto in arresto il tunisino Z.S., 26 anni, pregiudicato per reati inerenti gli stupefacenti.

A seguito di un controllo su strada, ed in particolare in Via Ca’ Solaro di Mestre, gli agenti hanno fermato un veicolo sospetto con 4 maghrebini a bordo. Uno di questi, il tunisino sopra citato, è risultato destinatario della misura di sicurezza dell’espulsione dallo Stato, emessa nel 2014 dall’Ufficio Sorveglianza di Trento. Per tale motivo per il nord africano sono scattate le manette in quanto inottemperante alla misura di sicurezza mentre ad un secondo cittadino straniero è stato notificato l’ordine di espulsione, i restanti due sono risultati regolari sul territorio nazionale.

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