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Ai domiciliari per omicidio, evade per andare a rubare alcol e attrezzi

M.C., 40enne, nel 2001 venne arrestato per l'uccisione efferata di un artigiano a Cinto Caomaggiore. E' stato sorpreso fuori dalla sua casa

Era stato arrestato nel 2001 per l'omicidio volontario di Pasqualino Atzara, 56 anni, un piccolo artigiano che aveva avuto la sfortuna di scoprire chi fossero i ladri che lo derubavano dei propri preziosi attrezzi da lavoro. Venerdì pomeriggio, a dodici anni di distanza, le manette sono scattate di nuovo attorno ai polsi di M.C., che all'epoca del delitto aveva 28 anni. Stavolta per essere evaso dagli arresti domiciliari che stava scontando nella sua abitazione di Cinto Caomaggiore ed essersi intrufolato all'interno della sede di un'associazione motociclistica a due passi da casa.

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Verso le 15, quindi, il 40enne ha forzato il cancello dell'associazione di bikers per poi impadronirsi di numerose bottiglie di alcolici e di attrezzi da lavoro. Aveva deciso a modo suo di fare la spesa. Una pattuglia del nucleo operativo dei carabinieri lo ha però sorpreso mentre stava per tornare nella sua abitazione. Inevitabile l'arresto per furto aggravato ed evasione dai domiciliari. L'ex reo confesso dell'omicidio è stato quindi accompagnato alla caserma della compagnia di Portogruaro dove passerà la notte in vista della direttissima di sabato mattina.

Dodici anni fa M.C. uccise l'artigiano picchiandolo a sangue con un complice dopo che la vittima si fece vedere davanti all'abitazione di uno dei ladri. Un'esecuzione spietata. Alla fine Pasqualino Atzara venne gettato vivo in un pozzo e lasciato morire.

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