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Arrestato il presunto omicida di Venturini: "Si nascondeva dentro una intercapedine"

Blitz dei carabinieri nel tardo pomeriggio di mercoledì nell'abitazione del patrigno del fermato. In manette un 28enne di origini serbe che dopo il delitto si era portato in madrepatria

L'hanno trovato mentre si nascondeva in una intercapedine ricavata in un sottotetto. Per D.M., 28enne di origini serbe, però, il nascondiglio è servito a ben poco. Nel tardo pomeriggio di martedì i carabinieri hanno arrestato per omicidio volontario il presunto aggressore di Matteo Venturini, il 37enne residente a Mirano ma di fatto domiciliato in un piccolo campo nomadi di via Salgari a Santa Maria di Sala. Quest'ultimo lo scorso 16 febbraio, dopo una furiosa lite durante la quale era stato più volte colpito con un corpo contudente al volto e alla testa (forse un tirapugni), era stato individuato, in fin di vita, nelle acque del canale Tergola a Pionca di Vigonza, nel Padovano.

L’allarme era stato dato ai carabinieri da un 32enne che stava rincasando, il quale aveva notato un uomo, in piedi, al centro del canale, con il volto sanguinante che emetteva gemiti e lamenti. Subito dopo sono scattati i soccorsi dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco, che hanno raggiunto l'uomo ormai privo di conoscenza. I tentativi di rianimazione in ospedale si sono rivelati vani. Dopo alcune ore dal suo ricovero, vista la gravità delle lesioni riportate al volto e al capo, l’uomo è spirato. Sulla scorta della natura delle lesioni e del fatto che il cadavere presentava delle escoriazioni alle mani, i militari del Nucleo investigativo di Padova hanno ipotizzato da subito la possibilità che la morte fosse avvenuta per cause violente riconducibili a terzi. Ipotesi suffragata dall'autopsia, disposta dal pubblico ministero. Le indagini hanno evidenziato la contiguità della vittima con il mondo dei nomadi, in quanto legato sentimentalmente a una donna di etnia sinti con cui coabitava in un campo nomadi di Santa Maria di Sala.

A finire nel mirino è stato subito il 28enne di origini serbe, amico di Venturini e ultima persona che lo aveva visto prima della tragedia. A insospettire gli inquirenti il fatto che l'arrestato si fosse reso irreperibile praticamente da subito, con tutta la famiglia. E' stato localizzato in seguito nel suo Paese d'origine. Fino al suo ritorno in Italia: martedì è stato individuato a Mellaredo di Pianiga e arrestato a casa del patrigno. Il movente del delitto sarebbe da ricercare nell'ambiente dello spaccio di droga. A quanto pare la vittima avrebbe occultato i proventi della vendita di una partita di eroina. Il 16 febbraio scorso i due si sarebbero incontrati per un chiarimento finito nel peggiore dei modi. A incastrare l'arrestato anche il fatto di essere stato immortalato dalle telecamere di un'abitazione privata mentre faceva salire in auto la vittima.

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