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Una delle filiali rapinate

Una delle filiali rapinate

Rapinatore "incallito" di banche Montepaschi, sette colpi: 72enne di San Donà in manette

L'uomo, di fatto senza fissa dimora e ex mala del Brenta, è stato arrestato al Bingo di via Aspetti a Padova. Due i colpi registrati nel Veneziano, quattro nel Padovano

Martedì mattina, la squadra Mobile di Padova, nell'ambito di un'indagine relativa a rapine in banca commesse tra il 2014 e il 2015 e coordinata dal pubblico ministero padovano Sergio Dini, ha stretto le manette ai polsi di F.L., 72 anni, ex appartenente alla Mala del Brenta, residente a San Donà di Piave, ma di fatto senza fissa dimora, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Cristina Cavaggion.  

ARRESTATO AL "BINGO". Tramite l'aggancio delle celle telefoniche, gli inquirenti avrebbero accertato la frequentazione, da parte dell'uomo, di due locali padovani, il bar Spigoli di piazza Mazzini e il Bingo di via Aspetti. Alla fine, i poliziotti lo hanno rintracciato nella sala giochi dell'Arcella, dove ogni mattina F.L. gioca alle macchinette: martedì mattina, l'ispettore di polizia si è seduto accanto a lui, gli ha chiesto di terminare la partita e lo ha arrestato.

SOLO BANCHE MPS. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, F.L. sarebbe un rapinatore "incallito" di banche Montepaschi. Numerosi i colpi attribuitigli, tutti messi a segno con l'aiuto di altri complici. Ad incastrare il 72enne, alcuni fotogrammi estrapolati dalle telecamere di videosorveglianza degli istituti di credito rapinati e la perquisizione domiciliare, che ha permesso il rinvenimento dell'abbigliamento con cui il malvivente si travisava (due coppole e un giubbotto nero).

Nella fattispecie si è reso responsabile di 8 rapine, di cui due nel Veneziano. La prima risale al 12 dicembre del 2014 a Salzano: i malviventi, con un taglierino puntato al collo di un dipendente e minacce di morte ad altri dipendenti e clienti, avevano sottratto dalla cassa 2.605 euro. La seconda, invece, a Fiesso d'Artico, il 15 gennaio 2015: in quella circostanza, simulando di avere una pistola in tasca, usando violenza e minacce riuscì a fuggire con un bottino pari a 7826 euro. Le altre filiali prese di mira, tra il 2014 e il 2015 sono state quelle di Curtarolo, Campodoro, Villanova di Camposampiero e Onara di Tombolo nel Padovano, nonché quella di Occhiobello, in provincia di Ferrara.

IL "MODUS OPERANDI". Le indagini hanno portato ad accertare il coinvolgimento del veneziano nelle otto rapine, sette consumate e una tentata. I colpi avvenivano sempre nelle prime ore del mattino: era sempre il 72enne il primo ad entrare, poi toccava ai complici. La fuga avveniva a bordo di auto rubate. Ulteriori indagini sono in corso per risalire ai restanti componenti della banda.

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