Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca piazza Vecchia

Coca pura dalla Spagna a Genova nell'armadio d'un ristoratore a Mira

La squadra mobile di Venezia ha disarticolato una organizzazione che era riuscita a introitare un milione di euro in un anno con la droga

Una rotta già battuta, che evidentemente continuava a dare grosse soddisfazioni al "professore" F.P., come lo chiamavano nel settore. Dalla Spagna a Genova, dal capoluogo ligure poi a Vicenza e nel Veneziano. Almeno un carico al mese organizzato dal 56enne, già finito in manette nel 2006 e uscito dal carcere nel 2012. Evidentemente la forza di reinventarsi non l'ha trovata, continuando a fare ciò che aveva fatto anche in passato: il narcotrafficante. Stavolta coinvolgendo nella sua rete anche un noto ristoratore di Mira, titolare di un locale di Piazza Vecchia. Anche lui, al pari di un corriere del Veronese, è finito in manette nell'ambito dell'operazione della squadra mobile.

L'indagine è scattata quando nel marzo 2013 il 65enne residente in terra scaligera venne fermato al porto di Genova a bordo di una Volkswagen con nascoste in un doppio fondo ricavato nel vano della ruota di scorta 27 bottiglie di plastica da due litri con all'interno 30 chili di hashish. Lo spazio era messo "al sicuro" da una piastra termosaldata squarciata con un flessibile. Poco più in là ecco saltare fuori anche sei chili di cocaina pura. Purissima. Proveniente dal Sud America. Gli investigatori avevano erano riusciti a posizionare un Gps sull'auto alla sua partenza dalla Spagna (da Barcellona) e avevano messo sotto controllo anche la cabina telefonica di Villaga, nel Vicentino, dove il "dominus" dell'organizzazione chiamava per coordinare i suoi traffici. Preoccupato per il fatto che di punto in bianco il suo corriere era finito in manette.

Piano piano, dunque, gli inquirenti sono riusciti a gettar luce sulla piramide dello spaccio. Puntando l'attenzione anche sulle frequenti visite di F.P. nel ristorante della Riviera del Brenta. Non certo per pranzare o cenare. All'alba di giovedì, dunque, le perquisizioni delegate a carico non solo dei due arrestati (il corriere, come detto, era già finito in manette), ma anche di altri due ristoratori, uno di Dolo e uno di Fiesso d'Artico. In uno solo dei casi, però, è saltata fuori la droga. All'interno di un armadio nell'abitazione del proprietario del ristorante mirese sono stati sequestrati 40 grammi di cocaina pura ancora in sasso e ulteriori "sassolini" di stupefacente pronti per essere rivenduti. Vicino anche un bilancino di precisione. Per questo motivo sono scattate le manette. Arresto anche per F.P., che in un garage di un appartamento di Montecchio Maggiore nella sua disponibilità nascondeva 7,7 grammi di hashish, dosi di cocaina, una grossa pressa, una macchinetta conta soldi, 11mila euro in contanti in tagli da 500 euro, apparecchiature per sottovuoti e buste in cellophane aromatizzate al cocco per superare i controlli alla frontiera.

LA SCOPERTA DELLA DROGA NELL'AUTO

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