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Pregava alla stazione, musulmano bloccato: viaggiava con una mannaia in valigia

Intervento della polizia durante le prime ore della mattina di domenica alla stazione di Santa Lucia. Arrestato un 49enne turco per false attestazioni. Verrà trasferito in un Cie

Stavano pregando durante le prime ore della mattinata di domenica. In sei sulla pensilina immediatamente prima dell'ingresso della stazione ferroviaria di Santa Lucia. Ma lui, un 49enne turco nato in Germania, a differenza degli altri aveva nello zaino una mannaia. Un trancia-carni che, secondo le sue dichiarazioni, sarebbe dovuto servire per la festività islamica del sacrificio (anche se guardando il calendario questa ricorrenza sarebbe a settembre). Insomma, in animo dell'arrestato, diretto in Germania, ci sarebbe stata la volontà di commettere sacrifici animali, ma non ne aveva ancora perpetrati. E' stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione con sospensione della condizionale per false attestazioni. Essendo allo stato clandestino sul territorio nazionale sarà quindi trasferito in un Cie, finché la vicenda non sarà chiarita.

Tutto inizia con una segnalazione giunta alla polizia ferroviaria da una guardia giurata: questo gruppetto di persone verso le 4.30 di mattina è intento a pregare. All'arrivo sul posto delle forze dell'ordine si individuano solo due dei personaggi sospetti: entrambi si presentano con documenti d'identità turca. Uno di loro dichiara di avere doppia cittadinanza turca e tedesca. L'altro è un turco con visto per motivi di studio in Slovenia, per l'Erasmus. Nel frattempo interviene anche la Digos e si passa alla perquisizione, ed è in quel momento che si scopre che il 49enne gira in possesso di una mannaia. Non solo, perché nello zaino ha anche un sasso, un sanpietrino affilato. L'altra persona che si trova con lui in quel momento è un 24enne con visto sloveno per l'Erasmus: la sua posizione appare più credibile, ma comunque entrambi vengono accompagnati in questura. E per entrambi continuano gli accertamenti, in collaborazione con le autorità straniere.

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A quel punto, infatti, viene interessato l'ufficio di cooperazione internazionale della polizia, che si mette in contatto con le forze dell'ordine della Germania e della Slovenia. Le autorità tedesche confermano l'esistenza del documento del 49enne, la cui foto però non corrisponde con l'identità del sospetto, che finora era sconosciuto alle banche dati delle forze di polizia. L'uomo viene arrestato per aver fornito false attestazioni e denunciato per il possesso della mannaia, mentre per il più giovane è previsto il rientro in Slovenia nelle prossime ore. Il 49enne turco aveva denunciato alla  polizia ferroviaria di Bologna il 30 luglio di aver subito il furto del passaporto il giorno precedente, sempre nel capoluogo felsineo. Dunque l'arrestato era a Venezia al massimo da un giorno.

Le altre quattro persone invece si sono allontanate: rintracciate alcune ore dopo in zona Milano, sono tre ragazzi e una ragazza turca (tutti studenti) che però, secondo le forze dell'ordine, non avrebbero nulla a che vedere con l'arrestato. Sarebbero entrati in contatto con lui solo brevemente, per via della comunanza linguistica. Negativi, su di loro, gli esiti dei controlli. Raccontano che erano stati avvicinati dal 49enne, che li aveva invitati a pregare insieme esaltando l'Islam e denotando un certo "fanatismo" (il termine è stato utilizzato in conferenza stampa dal questore Angelo Sanna). Addirittura, poi, avrebbe chiesto di aggregarsi con loro fino a Milano, spiegando anche di essere molto vicino all'attuale governo turco. Quest'ultimi, però, si sono allontanati quasi subito. Proseguono gli accertamenti anche nei confronti del giovane studente in Erasmus in Slovenia.

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