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Bivacca in una casa vacanza per giorni, poi picchia il poliziotto che lo sta inseguendo

Lunedì è stato arrestato a Jesolo Lido un 50enne tunisino sorpreso con un compare in una villetta di via Padova. I 2 avevano ridotto l'abitazione come un porcile, poi la fuga

Le luci non dovevano essere accese. Trattandosi di un'abitazione utilizzata solo d'estate al Lido di Jesolo non ci sarebbe dovuto essere nessuno. Per questo motivo lunedì il custode di una villa di via Padova ha deciso di vederci chiaro, convinto di una sua dimenticanza. In verità, invece, lui non aveva fatto nulla di sbagliato. La "colpa" era di due intrusi che, nel momento in cui il custode ha messo piede nella struttura, si trovavano al piano di sopra. Il guardiano, capendo dai rumori cosa stava accadendo, è uscito e ha chiamato il 113. La coppia si era intrufolata nei giorni scorsi e aveva ridotto l'edificio in condizioni pietose.

Sul posto è arrivata una volante del commissariato di Jesolo. I poliziotti, una volta entrati nella casa, hanno udito alzare le persiane al piano di sopra è hanno chiesto i rinforzi. E' stato in quel momento che uno dei malviventi, consapevole dell'arrivo delle forze dell'ordine, ha deciso di tentare il tutto per tutto gettandosi dalla finestra del primo piano cercando di scappare. Si tratta di un 50enne irregolare tunisino con vari precedenti. Il fuggitivo è stato bloccato da un agente nel momento in cui cercava di saltare una siepe, ma quest'ultimo non si è dato per vinto: ha iniziato a colpire il poliziotto con calci e pugni, ferendolo. A quel punto a rientrare in scena è il custode con un passante, i quali avevano assistito all'episodio. E' stato anche grazie al loro aiuto se la furia del malintenzionato è stata placata. Il complice, inseguito da un altro agente, è invece riuscito a far perdere le proprie tracce, complice l'oscurità. 

Il 50enne tunisino era appena stato scarcerato dal carcere di Perugia dove aveva finito di scontare una condanna definitiva per la quale era già stato arrestato a Jesolo sempre dagli agenti del commissariato. Era una loro vecchia conoscenza, che aveva bivaccato da alcuni giorni nella villetta in cui con il complice si erano intrufolati. I locali, secondo una nota del commissariato, erano sudici e pieni di avanzi di cibo. All’interno vi era una temperatura molto elevata: i malviventi infatti avevano acceso le pompe di calore e stavano banchettando con il vino e gli alimenti del proprietario. Quest’ultimo fatto è costato al 50enne anche una denuncia per furto di energia elettrica. 

Con sé aveva uno smartphone trafugato in un'abitazione nei giorni scorsi. Al termine degli accertamenti il 50enne è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e furto in abitazione e denunciato per lesioni personali, concorso in violazione di domicilio, furto di energia elettrica e ricettazione, oltre che per inottemperanza all'ordine di espulsione. Martedì mattina il giudice ha convalidato l'arresto condannando il tunisino a 1 anno e 8 mesi di reclusione e 300 euro di multa, pena sospesa. Con divieto di dimora in Veneto. Più o meno in contemporanea gli agenti del commissariato sono riusciti a contattare la proprietaria 20enne dello smartphone e a restituirle il telefonino.

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