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Colpi in cinque province: smantellata la banda dei furti in ville e appartamenti

Operazione dei carabinieri padovani: quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone di origine croata

L'operazione “Fiuto contro il crimine” ha permesso di smantellare un’intera famiglia di origine nomade ma stanziale nella Bassa Padovana, che insieme ad altre tre persone aveva costituito un gruppo criminale responsabile di decine di colpi con un guadagno stimato poco al di sotto dei 200mila euro. A loro carico numerosi furti messi a segno nelle province di Padova, Venezia, Vicenza, Rovigo e Lucca. Lo riporta PadovaOggi.

Gli arresti

I quattro membri della famiglia sono finiti in carcere a Rovigo e Verona. Al vertice del clan i coniugi Marko Bosjak e Luisa Braidich, 51 e 56 anni residenti a Borgo Veneto (Padova). Veri e propri leader del sodalizio criminale, organizzavano i furti e gestivano il bottino. Sorpresi dopo il colpo in una casa di Bassano del Grappa (Vicenza), sono stati arrestati lo scorso ottobre con l'accusa di ricettazione di denaro e gioielli del valore di 2500 asportati dall'abitazione saccheggiata. Con loro sono finiti in cella i figli Enthony e Roberto Bosjak di 26 e 23 anni, tutti rintracciati a Saletto (Padova). Il tribunale di Rovigo ha inoltre disposto l'obbligo di dimora per due fratelli, il 25enne J.D. e il 20enne J.R. di Corte Franca, finora incensurati e senza legami di parentela con la famiglia Bosjak, arrestati nel bresciano. Stesso provvedimento nei confronti del 64enne F.P. di Ardesio, nella bergamasca, che avrebbe fornito alla banda le auto per commettere i furti.

Il modus operandi

La banda colpiva ville e appartamenti in modo sistematico: grazie a ricognizioni e sopralluoghi si concentravano su abitazioni prive di sistemi di allarme e soprattutto di cani. Case singole villette erano gli obiettivi prediletti da depredare forzando porte e finestre con grossi cacciaviti e piedi di porco. Accurata anche la scelta dell'abbigliamento da parte dei ladri, attenti a indossare abiti scuri e senza dettagli che attirassero l'attenzione. Per raggiungere gli obiettivi da colpire usavano auto sempre diverse, intestate a un prestanome che risulta possedere decine di veicoli e nei cui confronti le indagini sono ancora in corso.

I furti

Almeno quattordici i colpi attribuiti alla banda tra aprile e ottobre del 2018. Ad aprile avrebbero agito a Baone e Saletto, in agosto ad Abano, San Stino di Livenza e Lido di Camaiore. Poi nel mese di ottobre una vera e propria razzia, con un primo furto a Ficarolo nel rodigino e una sequela nel vicentino tra Sandrigo, Bassano, Camisano Vicentino. Poi si sarebbero concentrati sul padovano, agendo a Ospedaletto Euganeo, Campodoro, Piazzola sul Brenta e Borgo Veneto arrivando a compiere anche tre furti in un solo giorno. In attesa di accertare la responsabilità del gruppo in altri saccheggi, il valore del bottino ammonta a 170mila euro in gioielli, argenteria, contanti e due armi da fuoco.

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