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Le mani delle Mafie sul Veneziano? "Servono urgenti misure di contrasto"

Gli strascichi dell'operazione Millennium in cui martedì sono finite in manette dieci persone accusate di legami con la Camorra arrivano fino al ministro Cancellieri: "Alta preoccupazione"

Non accenna a diminuire il clamore che ha destato l'operazione "Millionaire" portata a termine dalla squadra mobile veneziana martedì mattina. In manette sono finite dieci persone accusate di essere affiliate a clan della Camorra. Gran parte di quest'ultime risiedevano tra Eraclea, San Stino di Livenza e Portogruaro da tempo. Se poi si aggiunge che a essere raggiunti da un'ordinanza sono stati Federico Marchesan (domiciliari), 34enne funzionario di banca di San Stino di Livenza, l'ex presidente del San Donà Calcio 1922 Mauro Bugno, 46enne di Meolo, e l'imprenditore veneziano Franco Crosariol, 71enne di San Stino di Livenza, (gli ultimi due "colpiti" da obbligo di dimora), diventa automatico l'allarme delle istituzioni di fronte all'evidenza di un'infiltrazione della criminalità organizzata ben più capillare di quanto magari si potesse pensare.

 

INTERROGAZIONE AL MINISTRO CANCELLIERI - Per questo si susseguono le dichiarazioni di esponenti politici e amministratori locali. Il "caso" è arrivato  fino al ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, interpellata da un'interrogazione dei parlamentari veneziani del Pd Andrea Martella, Pier Paolo Baretta, Delia Murer, Rodolfo Viola e dal responsabile sicurezza del Pd Alessandro Naccarato sulla "necessità di urgenti misure di contrasto del fenomeno". I deputati chiedono al ministro "quali concrete misure di sua competenza intende avviare, al fine di prevenire e contrastare la presenza della criminalità organizzata nel Veneto, attiva nei settori delle truffe, usura, estorsioni e nel riciclaggio dei proventi di attività illecite".

I SINDACI DEI COMUNI COINVOLTI - Se l'eco è arrivato fino a Roma, sono i rispettivi sindaci dei comuni toccati dall'inchiesta che si dicono molto sorpresi e allarmati: "Contro la criminalità emergente occorre che le istituzioni facciano quadrato per impedire che trovino terreno fertile nel Veneziano - commenta la presidente della Provincia e primo cittadino di San Donà di Piave Francesca Zaccariotto - E’ una vicenda incresciosa, Bisogna stare all’erta. Già nei mesi scorsi alcuni rappresentanti della categorie economiche e delle parti sociali, avevano lanciato l’allarme, con la segnalazione di infiltrazioni della malavita organizzata in tutti i settori, e in particolare nel comparto dell’edilizia. Le più colpite sono quelle aziende che non navigano in buone acque, complice soprattutto la crisi diffusa e pesante, che ha colpito la nostra provincia senza pietà. Dobbiamo incoraggiare - conclude Zaccariotto - chi è in difficoltà a uscire allo scoperto, senza vergogna sociale, e a denunciare subito".

OSSERVATORIO SULLE ECOMAFIE - Sulla stessa linea il sindaco di San Stino di Livenza Luigino Moro: "Sono sorpreso per i nomi delle persone coinvolte - afferma - ma non sono sorpreso del fatto che anche in Veneto orientale ci siano infiltrazioni della criminalità organizzata: è una terra appetibile". E proprio oggi a Ca' Farsetti è stato presentato il primo Osservatorio ecomafie di Venezia “Ambiente e legalità”, che avrà sede a Villa Franchin, in viale Garibaldi 155/a Mestre. Uno degli anticorpi che le istituzioni stanno tentando di frapporre alle infiltrazioni mafiose. L'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin ha rilevato l'urgenza di rivedere i bandi per l'assegnazione di opere e servizi: “Le gare al ribasso rispondono all'interesse degli Enti che si trovano economicamente con l'acqua alla gola – ha precisato – ma sono anche la porta d'accesso per l'inserimento di aziende illegali che, oltretutto, alterano le regole del mercato".

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