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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca San Donà di Piave

Disoccupati, ma con le auto di lusso: in carcere «imprenditori» della cocaina

Quattro persone sono state arrestate dai carabinieri: duemila cessioni in pochi mesi

Sebbene fossero tutti disoccupati, potevano permettersi di girare con auto lussuose. La loro era una vera e propria attività imprenditoriale. Erano organizzatissimi: le sim dei telefoni erano intestate ad altre persone, i canali di approvvigionamento costanti e i guadagni facili. In pochi mesi i carabinieri hanno accertato 2mila cessioni di cocaina, per un prezzo che andava dai 70 ai 100 euro al grammo. Gli stessi investigatori, all'alba di oggi, hanno smantellato la banda con quattro arresti. 

Gli indagati

I militari del nucleo operativo e radiomobile di San Donà hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Katriel De Bianchi, 30enne, e gli albanesi Nelson Abazi, di 23 anni, Bledar Abazi, il fratello di 30, che era già in carcere e Skerdi Hyseni, di 22 anni. L'indagine è cominciata lo scorso 26 maggio, dopo l'arresto di De Bianchi che era stato fermato nei pressi di un bar di San Donà con 80 grammi di cocaina. In sede di interrogatorio il 30enne ha fornito dichiarazioni utili agli investigatori per ricostruire un ampio giro di spaccio tra San Donà e il litorale, in particolare Jesolo. 

Come spacciavano

Lo stesso De Bianchi aveva ammesso di aver cominciato a spacciare dopo aver perso il lavoro e per ottenere guadagni rapidi. Dall’analisi del traffico telefonico, gli investigatori hanno ricostruito il giro di spaccio, che avveniva principalmente in luoghi pubblici e appartati e che coinvolgeva tutti giovani del luogo, alcuni già volti noti, consumatori di cocaina. I pusher prendevano direttamente accordi telefonici con gli acquirenti per poi fissare il luogo dell’incontro. L'attività era molto ben strutturata, «costante nel tempo e di lunga data - si legge in una nota dei carabinieri -, da costituire una vera e propria attività imprenditoriale». Tutti i consumatori abituali, una trentina, sono stati sentiti dagli inquirenti, confermando le modalità di spaccio e l’abitualità dello smercio, che avveniva, tramite l’uso di piccole dose termosaldate, principalmente all’esterno di alcuni esercizi pubblici del Basso Piave. Ad avvalorare le tesi dei militari è stato il tenore di vita mostrato da alcuni degli arrestati. Nonostante non avessero un lavoro, circolavano con costose autovetture. Complimenti per l'operazione sono stati espressi dai sindaci dei Comuni di Jesolo, Musile di Piave, Noventa di Piave e San Donà di Piave.

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