Fiumi di cocaina e marijuana da Olanda e Albania, stroncato traffico di droga

Sei arresti della squadra mobile. Riuscivano a vendere due chili di cocaina al mese nel Veneziano

Due chili. E' la quantità di cocaina che riuscivano a vendere tra Mestre e il litorale nel giro di un mese. E poi c'era la marijuana, fiumi di marijuana di altissima qualità. Un giro d'affari da centinaia di migliaia di euro, quello messo in piedi da una banda di cittadini albanesi che acquistava la droga in Olanda, in Albania e in Spagna. La scorsa notte la squadra mobile di Venezia, coordinata dal nuovo dirigente Giorgio Di Munno, ha messo fine al business arrestando sei componenti del gruppo. Si tratta di cinque cittadini albanesi e un italiano, tutti finiti in carcere tranne uno ai domiciliari. Altri sette, invece, destinatari anche loro di misure cautelari, sono attualmente ricercati e si troverebbero all'estero. 

Le indagini

Le indagini sono cominciate circa un anno fa e sono proseguite con pedinamenti, appostamenti, intercettazioni che hanno permesso in questi mesi di sequestrare complessivamente 14 chili di marijuana e 7 di cocaina. Il gruppo, ben organizzato, si articolava tra chi si occupava di gestire l'importazione di marijuana e cocaina e chi faceva da intermediario con i pusher (in quest'ultimo caso era l'italiano a occuparsene). Parte dei guadagni, la banda li investiva acquisendo locali pubblici, tra cui un bar nella zona del Terraglio a Mestre per il quale, adesso, verrà valutata la chiusura. 

Gli investimenti

La polizia durante le perquisizioni e gli arresti, eseguiti tra Mestre, Scorzè, Jesolo e Montebelluna, ha sequestrato una pistola con matricola abrasa e alcuni documenti scritti a mano che indicavano cifre relative ai guadagni e agli investimenti del gruppo. Tra i numeri, 360mila euro che sono serviti ad acquistare, tra le altre cose, il bar lungo il Terraglio. La banda si muoveva con destrezza: le macchine venivano cambiate e scambiate spesso tra i componenti del gruppo per depistare la polizia e le schede sim dei telefoni non duravano più di due settimane. 

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