A Venezia chili di droga dalla Spagna: maxi blitz all'alba, arresti e perquisizioni

Cento carabinieri e agenti della polizia locale impegnati in una vasta operazione contro il traffico internazionale di stupefacenti. La droga finiva sul mercato veneziano dello spaccio fino alle scuole e ai parchi

Le pattuglie dei carabinieri durante il blitz

Imponente operazione antidroga dei carabinieri di Venezia tra Italia, Spagna e Austria per l'arresto di venti persone appartenenti ad una organizzazione di italiani, moldavi, ucraini e albanesi. Il blitz è scattato all'alba del 20 novembre. In corso anche il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili, per un valore di circa un milione di euro.

Chili di "maria" in taxi per eludere i controlli

Traffico internazionale

L'indagine, svolta tra aprile 2017 e aprile 2018, ha portato a scoprire un gruppo ben strutturato e dedito all'importazione dalla Spagna di chili di droga da smerciare nell'hinterland veneziano, anche vicino alle scuole e nei parchi. Il blitz dell'operazione, denominata "Indoor" è scattato all'alba e ha visto la partecipazione di decine di carabinieri e agenti della polizia locale e di unità cinofile e l'impiego di un elicottero del Nucleo di Belluno.

Criminali in carcere

All'alba i militari e gli agenti hanno raggiunto le abitazioni degli indagati per eseguire le ordinanze di custodia cautelare chieste dalla procura veneziana e firmate dal gip. L'operazione è stata coordinata sul campo dal tenente colonnello Emanuele Spiller, comandante del Reparto operativo di Venezia, e dal maggiore Emanuele Leuzzi, comandante del Nucleo investigativo dell'Arma. Il blitz ha impiegato più di cento carabinieri (Battaglione di Mestre, carabinieri cinofili di Padova e polizia locale di Mira e Venezia con le rispettive unità cinofile). Contemporaneamente il blitz è scattato anche a Padova, Treviso e Vicenza e in Spagna e Austria.

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«Droga a minori, un'aberrazione»

Un’indagine «difficile» che «fa onore» ai carabinieri, secondo il governatore del Veneto Luca Zaia: «Altri seminatori di morte sono stati messi nelle condizioni di non nuocere - ha detto, commentando l'operazione - Oltre che sulla droga, i carabinieri sono riusciti a mettere le mani anche su beni per un milione di euro e il fatto che i malfattori non potranno godere dei proventi dei loro crimini è un valore aggiunto di tutta l’operazione. La droga purtroppo finiva per essere smerciata anche tra i minorenni fuori dalle scuole. Il massimo dell’aberrazione, per il quale è difficile trovare una pena sufficientemente severa».

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