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Gli arresti per la droga anche in carcere: figli piccoli sfruttati dalle coppie di spacciatori

I minori sono stati affidati alle nonne su disposizione del Tribunale dei minorenni. Intanto si allunga l'elenco di persone individuate dai carabinieri: 3 in poche ore venerdì

Com'era lecito ipotizzare, i figli che loro malgrado sono diventati "protagonisti" del giro di droga che ha coinvolto anche il carcere di Venezia sono stati tolti alle coppie finite nel mirino degli inquirenti: si tratta dei bambini attraverso cui la cocaina e l'hashish entravano a Santa Maria Maggiore o comunque girava per i parchi mestrini.

Figli affidati alle nonne

Nel corso delle indagini sono stati infatti interessati la Procura presso il Tribunale per i Minorenni e i servizi minorili del Comune di Venezia per intervenire su una coppia italo-tunisina che spacciava cocaina alla presenza della figlia minore, che all'epoca aveva solo un anno. La figlia è stata quindi allontanata dal contesto familiare e affidata alla nonna materna con un provvedimento del Tribunale dei minorenni.

Bimba sfruttata per evitare i controlli

Una segnalazione simile è scattata nei confronti della coppia italiana, arrestata con 2 chili di hashish e un etto circa di cocaina, che sfruttavano la figlia minorenne, di 8 anni, come copertura. Con lei i controlli delle forze dell'ordine sarebbero stati meno probabili. Anche in questo caso la bimba è stata affidata alla nonna. Durante l'inchiesta si è scoperto che lo stupefacente veniva nascosto anche nei pannolini dei bambini, che diventavano così inconsapevole strumento per riuscire a far entrare lo stupefacente in carcere. 

Altri individuati

Nel frattempo le ricerche dei destinatari di obblighi e divieti di dimora sono continuate nel corso di queste ore: venerdì mattina sono stati rintracciati, nelle vicinanze della loro abitazione, due gemelli albanesi ventenni, dediti allo spaccio di cocaina in centro storico e anche in terraferma. E' stato disposto a uno l'obbligo di dimora e di firma, all'altro il divieto di dimora nel Veneziano. Di fatto il giudice ha deciso di separarli. Nel pomeriggio, invece, consapevole che il cerchio nei suoi confronti si stava chiudendo, è stato individuato un altro albanese di 20 anni: per lui obbligo di dimora e di firma, in quanto presunto pusher nei parchi mestrini. E' stato lui a presentarsi in caserma a Mestre assieme a due avvocati. 

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