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Cronaca

I "tentacoli" della 'Ndrangheta su Venezia, 700 chili di droga sequestrati

I carabinieri del Ros hanno disarticolato un'organizzazione gestita dalla cosca calabrese che importava enormi quantità di droga dalla Spagna. Quindici ordinanze di custodia cautelare

Una rete di rapporti gestita da esponenti di alcune cosche della 'ndrangheta, con contatti anche con Cosa Nostra, per la gestione del traffico di droga nel Nord Italia. E' il quadro emerso dalle indagini coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Venezia che ha portato stamattina all'esecuzione da parte dei carabinieri del Ros di 15 provvedimenti di custodia cautelare.

Personaggio di spicco nell'operazione del Ros V.S., 53 anni, di origini calabresi ma residente a Ponzano Veneto, nel Trevigiano, coinvolto in un traffico internazionale di hashish e cocaina tra Spagna, Francia e Italia. Per gli investigatori, il malvivente, già oggetto di un'indagine condotta dall'Arma di Sanremo, aveva contatti stretti con un narcotrafficante calabrese, S.L., che dalla Costa Azzurra assicurava periodiche forniture di droga. Sulla base degli accertamenti svolti, coordinati dalla magistratura veneziana, i carabinieri hanno agito in Veneto, Lombardia e Liguria e anche in Francia dove uno degli indagati è stato raggiunto da un mandato di arresto europeo.

L'operazione è il risultato delle indagini del Ros su una appendice veneta delle cosche jonico-reggine dei 'Nirta-Strangio' e 'Morabito', radicate nel Veneziano e dedite al traffico internazionale di droga. Dopo l'acquisizione del procedimento ligure da parte della Procura distrettuale antimafia veneziana, i carabinieri hanno scoperto che il narcotrafficante calabrese, tramite il palermitano M.D.O., 42 anni, riforniva anche componenti di Cosa Nostra presenti in Lombardia e appartenenti alla famiglia Fidanzati. In particolare, M.D.O. avrebbe gestito i rapporti con G.P., 65 anni, di Vigevano, referente per il Pavese della cosca 'Gallace' di Guardavalle, che nel luglio 2009, aveva consegnato 300 chili di hashish al gruppo gestito dal 53enne di Ponzano Veneto, attraverso la mediazione del narcotrafficante calabrese.

Lo stupefacente era stato poi restituito perché V.S. non lo aveva considerato di adeguata qualità. Una decisione presa con il consenso di P.E.S., 58 anni, di Milano (legato al capo locale di Milano Cosimo Barranca), poi arrestato nel luglio 2010. Due mesi dopo il Ros ha intercettato un ulteriore arrivo di droga attraverso lo stesso canale di approvvigionamento, che ha portato a localizzare il calabrese M.L., 62 anni, residente a Barcellona, elemento di raccordo con un'organizzazione locale al centro di un'indagine spagnola, che aveva 'spedito' una campionatura di 2 chili di cocaina destinata ai gruppi del Veneziano e di G.D.M., 33 anni, di Villa Carcina (Brescia), quest'ultimo figlio del referente di una proiezione bresciana della cosca 'Nirta-Strangio'.

Il 62enne fu arrestato con altre 7 persone dalla polizia spagnola che anche sequestrò 700 chili di hashish. L'inchiesta, svolta con il coordinamento delle autorità giudiziarie dei vari paesi coinvolti, ha confermato l'operatività delle proiezioni extraregionali della 'ndrangheta jonico-reggina nei circuiti internazionali del traffico di sostanze stupefacenti e le collaborazioni con altre matrici criminali. (Ansa)

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