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Si fanno sorprendere durante l'amplesso in automobile, poi ricattano lo "spettatore"

Due padovani ai domiciliari. L'estorsione 3 settimana fa sull'argine dell'Idrovia a Mira. La vittima, che ha consegnato i soldi che aveva con sé, ha denunciato tutto ai carabinieri

Si fanno sorprendere nel pieno di un amplesso simulato, poi pretendono i soldi da chi ha assistito allo "spettacolo". Uno show a luci rosse cui un cittadino mirese però non aveva alcuna intenzione di "partecipare". Così ha denunciato tutto ai carabinieri della tenenza locale. Grazie alla sua testimonianza, e ad altri elementi, i militari hanno arrestato I.G., 51enne, e P.C., 49enne, coppia residente a Vigonza e non nuova a episodi del genere. Si trovano ora ai domiciliari su richiesta della Procura di Venezia per estorsione. Reato commesso circa 3 settimana fa.

La coppia di conviventi di Vigonza (poco più che 50enni, già noti ai carabinieri per i loro precedenti tra truffe e furti), nel primo pomeriggio di un tranquillo sabato primaverile, in concomitanza con le prime giornate di sole, ha pensato bene di attuare un’estorsione, per così dire, a “luci rosse”, in danno di un giovane della provincia di Venezia. La coppia, recatasi lungo l’argine dell’idrovia a Mira, ha atteso l’arrivo del primo sconosciuto che si trovava a passare in zona, nella fattispecie un appassionato di pesca, per attuare il proprio disegno criminoso. I due, dopo aver parcheggiato l’autovettura lungo la strada asfaltata che costeggia il canale, vedendo sopraggiungere un giovane che, ignaro di ciò che gli sarebbe accaduto di lì a poco, voleva dedicarsi  al suo hobby preferito, hanno dato il via alla loro messa in scena, simulando un focoso incontro sessuale all’interno dell’abitacolo dell’auto.

L’alcova improvvisata non poteva certo passare inosservata al giovane, tanto più che i due cinquantenni, nel preciso intento di farsi vedere dalla vittima, avevano lasciato appositamente spalancata la portiera della propria macchina. Il ragazzo, giunto all’altezza del mezzo, non poteva non accorgersi delle performance della coppia di mezza età che si agitava senza alcuna inibizione, rimanendo meravigliato di assistere ad una situazione del genere in pieno giorno e in un luogo per niente isolato. Lo stupore del ragazzo è aumentato oltremisura quando la coppia, per nulla imbarazzata, gli ha chiesto se fosse interessato a partecipare all’incontro o solo ad assistervi. 

Imbarazzato, il ragazzo ha declinato le offerte e si è diretto verso la propria auto per allontanarsi. Ma a quel punto la coppia, preparata e lanciata l’esca, ha dato il via alla seconda fase del piano: i due hanno raggiunto il ragazzo fino alla sua macchina, pretendendo che quest'ultimo consegnasse loro tutto il denaro che aveva in tasca quale prezzo per lo “spettacolo” a cui aveva assistito. Dallo stupore di poco prima, in un attimo, il giovane è passato alla paura, svuotando, per l’ansia, le proprie tasche e consegnando ai due “attori improvvisati” tutti i soldi che aveva al seguito, ossia 40 euro. 

L'uomo e la donna, però, non paghi del bottino racimolato, hanno iniziato a intimidire e minacciare il giovane pescatore, avvertendolo che se non avesse pagato loro altri soldi sarebbero risaliti tramite la targa dell'auto alla sua abitazione. Lasciandogli intendere che avrebbero rivelato ai suoi congiunti l’imbarazzante vicenda. I due malfattori hanno quindi obbligato il veneziano a recarsi con loro al più vicino bancomat per effettuare un prelievo. Sfortunatamente però il conto corrente era vuoto, e così i due hanno pensato di costringere il ragazzo ad accompagnarli al distributore di carburanti più vicino e pagargli un rifornimento con la carta ricaricabile notata poco prima nel portafogli. Anche questo tentativo è andato a vuoto, perché la tessera è risultata essere senza fondi. 

La coppia ha tentato allora un’ultima carta: programmare un incontro alla chiesa di Dolo per la serata in occasione del quale il malcapitato avrebbe dovuto consegnare loro una busta con 250 euro per chiudere la vicenda definitivamente. Il ragazzo, finalmente lasciato solo, ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri della tenenza di Mira. I militari hanno quindi predisposto un servizio di osservazione in occasione dell'incontro: in serata la coppia si è effettivamente presentata all’appuntamento e ha ritirato dal giovane di Mira la busta (contenente però solo fogli di carta), riuscendo però a sottrarsi ai controlli. Accortisi in tempo della trappola, sono infatti fuggiti tentando di investire con la propria Chrysler PT Cruiser grigia i carabinieri in borghese, dileguandosi nel traffico della strada regionale 11 dopo aver rischiato di provocare un incidente passando col rosso.

Da quell’episodio le attività investigative dei carabinieri sotto la direzione della Procura della Repubblica di Venezia sono continuate per le settimane successive con l’acquisizione di ulteriori riscontri, consentendo al pubblico ministero titolare dell’indagine di richiedere al gip la misura cautelare. Le indagini continuano per capire se la coppia possa avere commesso altre truffe o estorsioni in questi mesi. I carabinieri lanciano l'appello a eventuali vittime di denunciare i ricatti subiti. 

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