Cronaca San Donà di Piave

Estorsioni, incendi dolosi e cocaina: in arresto la banda di Maritan

Sette misure cautelari eseguite dai carabinieri stamattina. Indagini avviate in seguito a due atti intimidatori avvenuti a San Donà

Minacce per intimidire i debitori, incendi dolosi e spaccio di cocaina. A coordinare il tutto era, secondo quanto accertato dalle indagini dei carabinieri, Luciano Maritan, 55enne nipote di Silvano (ex Mala del Brenta già in carcere per omicidio) e figlio di Lino. Luciano e Lino sono stati arrestati nell'operazione conclusa stamattina dai carabinieri della compagnia di San Donà di Piave, assieme ad altri cinque complici, italiani. Sono tutti accusati in concorso di incendi dolosi, estorsioni e spaccio di droga, e tutti hanno precedenti. Luciano, in particolare, era stato in carcere tra il 2018 e il 2019, sempre per estorsione.  Anche Silvano è indagato: avrebbe partecipato indirettamente alle operazioni dal penitenziario.

Incendi intimidatori

Le indagini, alle quali ha contribuito il Ros, sono iniziate dopo due atti intimidatori avvenuti a San Donà, a gennaio e settembre 2020: i componenti della banda, in entrambi i casi, avevano incendiato il furgone di una ditta del settore dell'assemblaggio di minuterie metalliche. Si è scoperto che la banda di Maritan pretendeva la restituzione di un vecchio debito da parte del creditore il quale, in quel periodo, non riusciva a pagare: per dargli un "segnale" i criminali hanno preso di mira la ditta, che non appartiene direttamente a lui ma ad un suo parente. Da quegli episodi i carabinieri sono risaliti all'esecutore materiale degli incendi, un 48enne, e poi al mandante, Maritan. Gli altri complici contribuivano nelle fasi delle minacce e delle ricerche per localizzare la vittima.

Droga

Le indagini e le intercettazioni hanno portato a scoprire l'esistenza di un altro creditore, un pusher che aveva un debito di droga non saldato con il gruppo: Maritan, infatti, risulta essere attivo nello spaccio di cocaina nella zona di San Donà. Anche questo debitore era sottoposto a richieste di estorsione con modalità simili. Nel corso delle operazioni (alle quali, nella fase conclusiva, hanno partecipato anche i carabinieri di Portogruaro, Mestre e Chioggia, il 4° Battaglione Veneto e le unità cinofile) è stata sequestrata una modica quantità di cocaina.

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