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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

Nuova Mala del Brenta: 39 persone in arresto

I carabinieri del Ros hanno sgominato al termine di un'inchiesta un'organizzazione di cui facevano parte molti ex affiliati alla Mala del Brenta

Associazione a delinquere, concorso esterno in associazione a delinquere, detenzione e porto di armi da fuoco, spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, usura. Sono le accuse formulate, a vario titolo, nei confronti di 39 persone, destinatarie di misure cautelari eseguite questa mattina dai carabinieri.

L'operazione rappresenta l'esito di un'inchiesta, diretta dalla Dda di Venezia, che ha documentato la ricostituzione della cosiddetta Mala del Brenta. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo si sarebbe sviluppato a partire dal 2015, anche a seguito della progressiva liberazione, dopo lunghe detenzioni, di esponenti della frangia dei mestrini, articolazione della Mala del Brenta. Tra le figure indagate ci sono anche una decina di donne: «Una novità per la Mala del Brenta - ha detto il procuratore capo di Venezia, Bruno Cherchi -. Una volta l’attività, essendo di aggressione, era in genere operata dagli uomini, abbiamo notato l'impiego di diverse donne soprattutto per riciclaggio e intestazione fittizia di beni».

«Le prime osservazioni sono cominciate a cavallo tra il 2015 e il 2016 - ha spiegato il vice comandante del Ros Gianluca Valerio -. La parte più viva si è materializzata nel 2018 e nel 2019 e a cavallo del 2020». All'alba di oggi il blitz dei militari del Ros, con il supporto dei colleghi dei comandi provinciali di Venezia, Padova, Treviso e Rovigo. Il gruppo, reclutando nuove leve, tra cui un imprenditore del settore del trasporto turistico lagunare, è accusato di aver strutturato una pericolosa associazione per delinquere, aggravata dall'essere armata e composta da più di dieci associati, «capace di condurre azioni efferate, caratterizzate da modalità di condotta evocative della forza intimidatrice, tipica dell’agire mafioso», si legge in una nota dei carabinieri. 

Estorsioni fino a 6mila euro al mese

Tra i reati contestati, ci sono delle estorsioni in danno degli operatori del trasporto acqueo con attracchi nell'Isola del Tronchetto, con cifre che hanno raggiunto anche i 6mila euro mensili; lo spaccio di droga e la consumazione di rapine e tentate rapine, con l’impiego di armi da fuoco, nei confronti di privati (anche in abitazioni) e attività commerciali, alcune delle quali hanno portato nelle casse dell’organizzazione considerevoli introiti. «Avevano una grande capacità di aggregazione e di riprendere i rapporti di spaccio e di approvvigionamento anche dal Sud America», ha detto Cherchi. 

I vertici dell’organizzazione, al fine di riaffermare un diffuso stato di timore nella popolazione nel solco già tracciato dalla Mala del Brenta e di riacquisire e progressivamente consolidare il prestigio nell’ambito criminale veneto, risulterebbero aver pianificato vari episodi in danno sia di singoli criminali con i quali erano entrati in concorrenza che di alcuni collaboratori di giustizia ritenuti responsabili delle proprie condanne, risalenti agli anni ’90 e 2000, per la partecipazione alla Mala del Brenta. Nel corso delle indagini sono stati effettuati anche 6 arresti in flagranza, 3 denunce a piede libero nonché il sequestro di due pistole semiautomatiche complete di munizioni, 3 ordigni esplosivi radiocomandati ad alto potenziale, armi da guerra (anche kalashnikov) e cocaina. Sarà inoltre data esecuzione ad un provvedimento di sequestro di beni mobili ed immobili per un valore complessivo superiore a un milione di euro.

Zaia: «Un mix devastante»

«Un mix devastante, per la legalità, ma anche per la serena convivenza sociale di un vasto territorio, che poteva avere conseguenze sempre più gravi. Averlo stroncato è una delle più importanti operazioni messe a segno dalle forze dell’ordine e dagli inquirenti negli ultimi tempi. Stamattina – commenta il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – una vasta parte del territorio veneto sa di poter vivere più serenamente; sa che il crimine non si arrende, ma che i tutori dell’ordine non arretrano di un centimetro».

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