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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Stupefacente sulla direttrice Spagna-Padova-Venezia: 20 arresti, sequestri per 1 milione

Maxi operazioni dei carabinieri di Venezia, in collaborazione con i comandi provinciali di Padova, Treviso e Vicenza e la polizia municipale di Mira

Lo stupefacente veniva contrattato in Spagna, da Almería e Malaga era poi dirottato tramite autobus nel Padovano, a Selvazzano Dentro e Abano Terme, dove era conservato e recuperato dagli spacciatori della zona. Marijuana e hashish che hanno rifornito per almeno un anno le province di Venezia, Padova, Treviso e Vicenza. Una maxi operazione quella coordinata sul campo dal comandante del Reparto operativo Emanuele Spiller e dal comandante del Nucleo investigativo Emanuele Leuzzi, che nella mattinata di martedì ha portato all'arresto di 20 persone, di cui 3 in carcere, 9 ai domiciliari e 6 con obbligo di dimora, per traffico internazionale di sostanza stupefacente in concorso. L’indagine nasce a seguito di alcuni sequestri di marijuana effettuati anche nei pressi delle scuole dalla polizia locale di Mira e dai carabinieri della locale tenenza.

Spaccio internazionale, 20 in manette

Le misure cautelari

Le misure cautelari sono state eseguite in collaborazione con i comandi provinciali di Padova, Treviso e Vicenza, il IV Battaglione Veneto, nonché gli elicotteristi di Belluno e il nucleo cinofilo. Fondamentale l'apporto della polizia municipale di Mira, che ha permesso, di fatto, di avviare il complesso delle indagini, durate un anno, fino all'aprile 2018. In tutto sono state 41 le persone indagate, di cui 21 italiani, impegnati nello spaccio al minuto. Venti, invece, le persone colpite da misura cautelare: 10 italiani e 10 stranieri, di cui 6 moldavi, 2 ucraini e 2 albanesi. Nel corso degli arresti, eseguiti a partire dalle 5 di martedì mattina anche in Austria e Spagna, oltre che nelle province venete interessate, sono stati sequestrati circa 40 chilogrammi di stupefacente (hashish e marijuana), a fronte dei 200 che sarebbero stati trafficati negli ultimi 12 mesi nel territorio. Eseguito anche il sequestro preventivo per equivalente di immobili, per un valore complessivo di 1 milione di euro. «Così si va a colpire il patrimonio dei delinquenti - ha commentato il comandante provinciale Claudio Lunardo - È la misura più efficace».

La direttrice Spagna-Padova-Venezia

I corrieri contrattavano lo stupefacente, acquistandolo a 5 euro al grammo ad Almería e Malaga, nel sud della Spagna, poi trasportavano i chili di marijuana e hashish con due modalità: su autobus, occultati nei bagagli, o nascosti all'interno di automobili di lusso provenienti dalla Germania, dotate di doppiofondo, dove veniva depositata la droga. I corrieri venivano pagati nell'ordine di 1500 euro a viaggio, indipendentemente dal carico trasportato. Diverse anche le modalità di approvigionamento nel territorio veneto. Tra i tanti, un 24enne di Selvazzano Dentro (Padova) ma residente nel Veneziano, non avendo la patente di guida, si riforniva di 5 o 6 chili di stupefacente alla volta, trasportandolo poi a mezzo taxi: in 6 mesi avrebbe avuto un utile stimato pari a 160mila euro, a fronte della cessione di 40 chili di marijuana e hashish.

Grossisti e sequestri

Contestualmente agli arresti sono stati eseguiti anche sequestri preventivi per equivalente di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di circa 1 milione di euro. Tra questi, un'abitazione di proprietà di due coniugi di nazionalità romena, residenti a Santa Maria di Sala, lei impiegata come addetta delle pulizie, lui nullafacente. Responsabili del traffico di "maria" all'ingrosso nella provincia veneziana, erano già stati arrestati in flagranza di reato per il possesso di 5,5 chili di marijuana. Nel corso dei blitz, è stato arrestato anche un altro delinquente di origini romene, su mandato di arresto europeo: lo spacciatore, sul quale pendeva una misura cautelare emessa dal tribunale di Brescia, si trovava in Austria insieme ad uno degli arrestati. All'interno dell'abitazione è stato trovato circa un chilo di marijuana.

Le congratulazioni di Brugnaro

Un «plauso alla procura di Venezia e all’Arma dei carabinieri» arriva dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. «Con il supporto delle altre forze dell’ordine, tra cui la nostra polizia locale - ha commentato - hanno portato a termine un'importante operazione. Continuiamo così a far pulizia in città. Non smetteremo mai di operare per garantire decoro e sicurezza. Grazie ancora a tutte quelle donne e a quegli uomini della procura e delle forze dell'ordine che svolgono il proprio lavoro con dedizione, passione e senso del dovere. Voglio che sentiate la vicinanza e il sincero grazie di tutti i cittadini».

Il sindaco di Mira

«Esprimo i miei complimenti alla polizia municipale - afferma il sindaco Marco Dori - e sottolineo l'importanza del loro lavoro che è riconosciuto anche dalla magistratura la quale, come in questo caso, affida ai nostri agenti deleghe di supporto a indagini rilevanti. Sottolineo anche l'importanza della prevenzione e dell'educazione, oltre che del controllo del territorio. Non possiamo che condannare severamente chi avvicina al mondo della droga i nostri giovani impegnandoci al massimo, in piena collaborazione con le altre forze dell'ordine, nel monitoraggio del territorio per contrastare la criminalità». «La situazione purtroppo è allarmante - aggiunge l'assessore alla Sicurezza Fabio Zaccarin - solo da parte delle nostre forze dell'ordine nel 2018 abbiamo registrato una cinquantina di casi legati allo spaccio di droga, e in due terzi dei quali si tratta di minorenni. Bisogna tenere gli occhi bene aperti, contrastare la deriva che talvolta è favorita da una cultura della tolleranza e della normalizzazione, intervenire sempre tempestivamente».
 

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