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Ragazze considerate "stracci" dai padroni, presa banda del Terraglio

Una organizzazione senza scrupoli controllava la prostituzione tra Mestre e la Marca sulla statale. Tre arresti e tre divieti di dimora

Pensavano di trovare la terra promessa in Italia, invece hanno trovato la prostituzione. Peggio, sono finite tra le grinfie di una organizzazione che le considerava "stracci". Letteralmente. Al punto che gli investigatori nel momento in cui stavano intercettando un componente dell'organizzazione loro malgrado trascritto una conversazione in cui il protettore di turno affermava: "Mi è scappato uno straccio, cercatelo dappertutto anche fuori confine". Subito dopo, la richiesta: "Voglio altri stracci da mettere sulla strada".

Giovani donne poco più che maggiorenni e di bella presenza che dai distretti più poveri della Romania venivano raggirate con la prospettiva di una carriera in tv o di un lavoro in Italia, presentata come l'Eldorado. La verità era invece molto diversa. Le donne (una ventina quelle identificate nel corso delle indagini partite a settembre) erano costrette a offrire il proprio corpo sul Terraglio, tra Mestre e la provincia di Treviso. Al punto che gli otto uomini finiti nel mirino (tre arrestati e tre sottoposti a divieto di dimora nel Veneziano e nella Marca, due ancora latitanti) controllavano un'area dii circa cinque chilometri.

E non esitavano a usare violenza contro chi, senza il loro permesso, "osava" prostituirsi in un territorio loro. Due le alternative: o andarsene, o pagare un pizzo di cinquanta euro per poter sostare. Altrimenti erano pestaggi. Come a metà settembre, quando un trans brasiliano venne costretto ad andarsene. Stessa sorte per una prostituta aggredita e allontanata.

Le donne venivano fatte alloggiare in alcuni appartamenti di bed and breakfast o condomini a Tezze sul Brenta e a Treviso e poi alla bisogna accompagnate sul Terraglio (i "corrieri" sono coloro raggiunti dal divieto di dimora). Una organizzazione "imprenditoriale", che impartiva l'ordine a ogni malcapitata di non rimanere per più di dieci minuti con un cliente. Altrimenti il guadagno diminuiva. Nel caso, oltre ai "canonici" 40 euro (la tariffa base) il prezzo sarebbe raddoppiato. Poi i soldi venivano raccolti dagli uomini (sette romeni e un albanese) e, per evitare controlli della polizia, inviati quasi quotidianamente in Romania (circa 7mila euro a notte) attraverso agenzie di money transfert, in modo da approvvigionare anche i "reclutatori" senza scrupoli che operano nel paese dell'Est Europa. La donna scappata, 21enne, era incinta. Forse per questo ha deciso di sfidare tutto e tutti. Non per lei, ma per il bimbo che aveva in grembo.

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