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Erano pronti a spacciare cocaina tra la movida di Jesolo, arrestati

Un 33enne italiano e un 32enne tunisino nei guai nella notte tra sabato e domenica. Sono stati trovati dai carabinieri con droga e contanti in auto

Provvidenziali sono state le segnalazioni dei residenti, insospettiti dal continuo via vai di persone che raggiungevano a ogni ora della giornata un condominio nei pressi dell'ospedale di Jesolo. Visite anomale: numerose ma il più delle volte piuttosto brevi. Per questo motivo i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di San Donà di Piave, coordinati dal comandante, il tenente Dario Girolamo Russo, hanno deciso di vederci chiaro. Durante la nottata di sabato si sono appostati nei pressi dell'abitazione indicata dai cittadini, controllando il comportamento anche dei possibili acquirenti presenti nei vicini locali della località balneare.

E' bastato attendere il momento giusto e a un certo punto è entrata in scena l'auto dei pusher: si trattava di una Smart Two bianca con a bordo due persone. Dopo pochi istanti, durante la perquisizione, sono subito state sequestrate una trentina di dosi di cocaina già confezionate, oltre che l'immancabile bilancino di precisione. Erano pronte per essere spacciate tra la movida jesolana, ma con ogni probabilità i due si erano già messi al lavoro alcune ore prima.

Al volante si trovava M.S., 33enne disoccupato residente nel Sandonatese, mentre sul sedile del passeggero c'era M.Z., 32enne tunisino irregolare sul territorio nazionale ma domiciliato a Jesolo. Si tratta di un  personaggio noto alle forze dell'ordine. Quest'ultimo è stato trovato in possesso di 2.500 euro in contanti, segno che le cessioni di stupefacente precedenti erano state molto numerose. A inguaiare ancora di più la coppia i successivi accertamenti nelle rispettive abitazioni: a casa del tunisino sono state requisite, nascoste in un mobile, altre dosi di stupefacente, oltre che 2.400 euro in contanti. Anch'essi ritenuti provento di spaccio. Non che il 33enne disoccupato scherzasse: nelle tasche al momento dell'Alt intimato dai militari dell'Arma aveva mille euro in contanti. Inevitabile per entrambi l'arresto in flagrante per spaccio, convalidato martedì mattina dal giudice, che per il 32enne ha disposto l'obbligo di firma e il divieto di soggiorno a Jesolo, mentre il tunisino è finito ai domiciliari con braccialetto elettronico.

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