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Cronaca

Arresti Pkk, la rivoluzione parte dal kebab: "pizzo" per la guerriglia turca

A capo della cellula terroristica disarticolata dalla Digos di Venezia c'era Tahsin Duzgun, 40enne curdo di Albignasego. Nella provincia lagunare gli arresti di due affiliati all'organizzazione

Le "trattenute" obbligatorie al mese chieste dalla cellula del Pkk variavano da 10 a 30 euro per ogni lavoratore curdo, mentre ogni anno dovevano essere versati ulteriormente da 1.000 a 5.000 euro e uno 'straordinario' versamento di 50 euro per convegni o materiale pubblicistico. Il denaro veniva poi inviato all'organizzazione terroristica tramite banche tedesche. Ad occuparsene sarebbe stato Tahsin Duzgun, 40 anni, residente ad Albignasego (Padova) considerato elemento di punta dell'organizzazione e responsabile per il Veneto del Pkk, arrestato assieme ad altri 4 connazionali, il suo 'braccio operativo', nell'operazione antiterrorismo dalla Polizia di Stato.

Si tratta di Abdurrahman Tekin, 25 anni, residente a Martellago (Venezia) Hayri Gok, 34, residente ad Albignasego, Emre Irez, 22, residente a Formigine (Modena); e Murat Siyi, 26, residente a Crotone, tutti tranne uno, con attività di kebab. Dalle indagini sono emersi vari episodi estorsivi nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana, accertando, ha sottolineato il dirigente della Digos veneziana, Gaetano Ezio, "le modalità di finanziamento al Pkk" con uno "schema consolidato". Il gruppo agiva contro chi si rifiutava di corrispondere la 'tassa rivoluzionaria' con pressioni estorsive e psicologiche "e significativi - ha aggiunto Ezio - episodi di violenza".


Il presunto capo, Duzgum , in un'intercettazione fa esplicito riferimento alla circostanza che il denaro raccolto sarebbe servito per acquistare armi e portare a compimento progetti di guerriglia nel sud est della Turchia sud orientale ("i soldi servono - dice - non solo per le armi, i soldi servono anche per il progetto.."). Nel blitz, a cui hanno contribuito le Digos di Roma, Padova, Pesaro, Modena, Udine, sono state fatte anche 8 perquisizioni, anche nelle abitazioni delle presunte vittime, dalle quali è stato trovato materiale che gli inquirenti hanno definito interessante, come un'agenda-mastro in cui venivano annotati i nomi dei 'contribuenti' e la somma versata. "Sono state - ha osservato Ezio - perquisizioni piuttosto positive che lasciano ben sperare". (ANSA)

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