Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Sgominata la "banda della Maserati", i maestri degli assalti ai bancomat

I carabinieri all'alba di lunedì hanno fermato tre componenti della batteria nel loro covo di Mareno di Piave, nel Trevigiano. Il quarto è riuscito a fuggire. Erano dei professionisti

Bancomat esploso (archivio)

Erano dei professionisti. Dei "maestri". Ora, però, tre dei quattro componenti della "banda della Maserati" che ha assaltato i bancomat di Veneto e Friuli sono finiti in manette lunedì mattina, di ritorno da quella che potrebbe essere stata l'ultima loro scorribanda criminale per molto tempo. Ad attenderli i carabinieri della compagnia di Pordenone, che hanno fermato E.G., 39 anni, di Trevignano (Udine), M.M. (27), di Caneva, nel Pordenonese, e S.G. (23) di Oderzo, nel Trevigiano. Una quarta persona è riuscita invece a fuggire prima della cattura dal loro covo, un garage affittato in nero di una palazzina residenziale di Mareno di Piave, sempre nella Marca.

Un luogo scelto con cura, lontano da altre abitazioni. Lontano anche da dove parcheggiavano le loro auto, per non destare sospetti. I malviventi avevano appena fatto esplodere con dell'esplosivo il bancomat della filiale Volksbank di Martellago, portandosi via diecimila euro, e un'altro sportello automatico a Cadoneghe, nel Padovano. Ma sicuramente ascrivibili a loro sarebbero già sedici colpi negli ultimi mesi, per un bottino che sfiora i 200mila euro. Le indagini dei carabinieri di Pordenone sono iniziate circa due anni fa, dopo alcuni assalti nel territorio friulano e si sono sviluppate con molta difficoltà. Perché di fronte avevano dei professionisti del crimine: la "banda della Maserati".

Chiamata così negli ultimi tempi perché intercettata qualche giorno fa anche dai carabinieri della Compagnia di Chioggia a bordo di un bolide grigio scuro che ha seminato i militari dopo qualche chilometro. I banditi, sempre con guanti e passamontagna, molto prudenti, rubavano un veicolo di grossa cilindrata per poi "sfruttarlo" per una ventina di giorni. Poi lo incendiavano. Per non lasciare tracce.

Erano meticolosi al punto da aver adattato l'abitacolo alle loro esigenze: avevano tolto l'illuminazione interna, in modo che niente potesse esere visibile nel momento in cui salivano o scendevano dall'auto durante i loro colpi, avevano addirittura tolto i braccioli interni per evitare la presenza di eventuali gps. Anche nel confezionamento dell'esplosivo stavano molto attenti: anche in qulla fase usavano guanti.

A Verona e Vicenza, infatti, non ci fu alcun boato a squarciare la notte. E i quattro dovettero scappare. Sull'esplosivo inesploso, però, gli inquirenti non trovarono alcuna traccia utile per le indagini. Durante gli inseguimenti, poi, gettavano dei chiodi a tre punti per poter seminare chi avevano alle calcagna e potevano contare sul loro "autista", molto bravo al volante. Nel corso dell'operazione i carabinieri hanno sequestrato la somma di 7.400 euro, parziale provento dell'ultimo assalto notturno, oltre all'autovettura Maserati usata dai quattro e risultata rubata a Maserada (Treviso) e a numerosi attrezzi compreso un disturbatore di frequenze radio.

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