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Il procuratore aggiunto: "Brentan cassaforte che speriamo di aprire"

Secondo gli inquirenti non sarebbe esatto usare il termine "tangentopoli". Non sono stati scoperti, infatti, passaggi di denaro a favore di partiti politici

Queste le dichiarazioni del procuratore aggiunto di Venezia Carlo Mastelloni in merito all'arresto di Lino Brentan, amministratore delegato dell'autostrada Venezia-Padova: "Vista la sua rilevanza, Brentan potrebbe rappresentare una cassaforte che speriamo di essere in grado di aprire al più presto".

Dello stesso avviso il procuratore capo di Venezia Luigi Delpino: "Come già avvenuto in altri casi, speriamo ora si verifichi il classico effetto a catena. Con l'accusato che trascina nel baratro chi è causa del suo male". In questo caso però gli inquirenti sono cauti nell'usare il termine "tangentopoli". Non è stato scoperta nessuna somma di denaro arrivata a politici.


Per il generale della Finanza Marcello Ravaioli infine si tratta di "delitti gravissimi, perturbazioni alla lecita concorrenza tra imprese".

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