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Arresti e indagati in Veritas, i dipendenti: "Enorme rabbia, ma non si getti fango su di noi"

Si allarga l'eco dell'inchiesta su corruzione e appalti pilotati che ha portato alle manette del dirigente Ghezzo (che allontana le accuse). Sindacati e lavoratori chiedono chiarezza

Nonostante si sapesse delle perquisizioni da tempo, l'arresto dell'ex dirigente del settore commerciale di Veritas, Claudio Ghezzo, continua a tenere banco in città. Soprattutto per il tipo di accusa: aver pilotato alcune gare d'appalto a vantaggio di imprese che, in cambio, gli avrebbero pagato tangenti negli anni per un totale di circa 150mila euro. 

Se l'ex dirigente della partecipata del Comune, ora sospeso, si dichiara estraneo alle accuse affermando, per bocca del suo avvocato Fabio Niero, di non aver preso un soldo dalle aziende finite nel mirino, alcuni lavoratori Veritas hanno affidato a un documento condiviso tutto il loro sgomento: "Da ieri - scrivono, da quando ha cominciato a rimbalzare la notizia dell’arresto di un nostro dirigente, viviamo una situazione di forte disagio. L’iniziale incredulità, con il passare delle ore, è diventata un’enorme rabbia. Pensare che un collega possa aver preso soldi per favorire un’impresa piuttosto che un’altra, contravvenendo agli obblighi di imparzialità e correttezza, ci disgusta". 

A decidere di alzare la voce un gruppo eterogeneo di lavoratori. Alcuni operano per Veritas da molti anni, altri da soli pochi mesi. Si tratta di tecnici, operai della rete idrica, netturbini, dirigenti, autisti, impiegati, quadri, personale amministrativo e operativo: "Siamo persone oneste e al nostro lavoro ci teniamo - si legge nel documento - per questo non possiamo accettare che sulla nostra azienda si rovescino tonnellate di fango. Ogni giorno operiamo per assicurare servizi essenziali ai cittadini e al nostro territorio. Lo facciamo con il massimo impegno. Abbiamo fiducia nel management - concludono i dipendenti - ma eventuali mele marce vanno isolate ed eliminate con fermezza e decisione".

Anche i sindacati sono intervenuti, chiedendo che "vengano accertate le responsabilità individuali in tempi più brevi possibili, senza infangare centinaia di lavoratori che fanno onestamente il loro lavoro". A prendere posizione sono stati il segretario generale Fp Cgil, Daniele Giordano, e il responsabile Fp Cgil Igiene Ambientale, Antonio Battistuzzo: "I delinquenti vanno colpiti ma non si deve correre il rischio di generalizzare, magari, spingendo per percorsi di privatizzazione o ingresso di soggetti privati che garantirebbero tutt'altro che maggiore efficienza e trasparenza - dichiarano - Riteniamo indispensabile alzare il livello di attenzione da parte di tutti rispetto a qualsiasi episodio di corruzione. In questo senso, considerato che quest’anno scade il piano anti corruzione, diventa prioritario mettere in atto ogni strategia utile che prevenga episodi gravi come quelli accaduti".
 

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