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"Questo è tè per un matrimonio", aveva 74 chili di stupefacente

Un giovane etiope venerdì pomeriggio fermato all'aeroporto Marco Polo con quattro valige di droga, il "khat", che ha effetti simili alle anfetamine

Aveva raccontato che quelle foglie di tè sarebbero dovute servire per un matrimonio che si sarebbe dovuto celebrare a Vienna dopo pochi giorni. Invece era una balla: quella era droga, era "khat". Uno stupefacente che provoca effetti simili a quelli delle anfetamine. Nel pomeriggio di venerdì un 23enne etiope  è stato bloccato all'aeroporto Marco Polo di Venezia dopo essere atterrato con un volo partito da Addis Abeba, in Etiopia, che poi aveva fatto scalo a Francoforte. Dalla laguna, poi, avrebbe dovuto prendere un altro aereo per raggiungere Vienna.

Il giovane, dunque, è stato fermato per un controllo degli uomini delle Dogane, che hanno concentrato l'attenzione su quel viaggiatore per l'itinerario seguito e, soprattutto, per quelle quattro valige che aveva con sé. Dentro i doganieri e i finanzieri hanno trovato i 74 chili di khat, il cui consumo avviene masticando, che l'etiope ha detto essere tè che serviva per un matrimonio. E' bastata una semplice analisi per scoprire che si trattava invece di stupefacente. Il giovane è stato così arrestato e messo a disposizione dell'autorità giudiziaria, venendo accompagnato al carcere di Santa Maria Maggiore.

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