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"Duplice omicidio legato ai narcos": uno dei presunti assassini arrestato a Venezia

Intervento della polizia anche con le unità speciali in laguna. Un 61enne di Curacao si trovava in albergo: è accusato dell'esecuzione di due olandesi nella Repubblica Dominicana

Presentava un curriculum criminale di tutto rispetto un 61enne nato a Curaçao, nazione nel Mar dei Caraibi, arrestato nella prima mattinata di sabato dagli agenti della questura dopo giorni di ricerche. Alle 5.30 i poliziotti delle volanti, con l'apporto della Unità operativa di primo intervento (Uopi), hanno fatto irruzione, al termine di attività di appostamento, nella camera del sospetto in un noto hotel in zona Rialto.

Esecuzione legata ai narcos

Obiettivo eseguire un provvedimento di cattura internazionale emesso dall'autorità giudiziaria della Repubblica Dominicana perché l'uomo sarebbe uno dei presunti autori di un duplice omicidio di cittadini olandesi avvenuto nel giugno 2017 a Seibo, sempre in territorio dominicano. Le vittime vennero trovate in un campo di canna da zucchero, con ogni probabilità un'esecuzione legata al mondo dei narcos. Tanto più che un 35enne inglese a fine 2017 venne arrestato mentre stava cercando di tornare in Madrepatria con un areo in partenza da Medellin, in Colombia.

Collaborazione internazionale

Il "turista", che non ha opposto resistenza, è stato portato in questura per l'identificazione ufficiale, in attesa della convalida dell'arresto. E' stato rintracciato grazie alla collaborazione internazionale tra forze di polizia, argomento anche di una recente conferenza organizzata nella sede della Città metropolitana di Venezia di via Forte Marghera. In gioco sono entrate a stretto giro di posta le forze di polizia internazionali e l'Interpol, mettendo in gioco nuove tecnologie e modelli operativi: l'uomo finito nel mirino farebbe parte di un pericoloso sodalizio criminale specializzato in traffico di stupefacenti e armi. Ora la palla passa anche alla squadra mobile lagunare, con l'intento di capire se il 61enne finito in manette si trovasse a Venezia solo per turismo o, al contrario, per qualche motivo "professionale". 

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