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Droga nello stabile abbandonato a Marghera: pusher fermato con un etto di eroina

Operazione della polizia locale, che stava monitorando i traffici sospetti in zona. Arrestato in flagrante

Uno stabile abbandonato di Marghera fungeva da covo e nascondiglio per un giovane spacciatore, un 30enne marocchino che è stato arrestato in flagrante dalla polizia locale mestrina lunedì sera. Era da qualche tempo che le pattuglie del Nucleo operativo tenevano d'occhio la zona tra la ex Cral Montedison e la Banchina Molini: verso le 20 gli agenti sono entrati nella fabbrica in disuso, a pochi passi dal ponte strallato, trovando l'uomo al primo piano, all'interno di una stanza con la porta chiusa.

Arresto

Con sé aveva 6 grammi di eroina in sasso, oltre a una stagnola utilizzata presumibilmente per fumare e altri 100 grammi della stessa sostanza: una quantità equivalente a 250 dosi, per un guadagno di 7.500 euro se venduta al dettaglio. A quel punto il trentenne è stato arrestato in flagranza di reato e portato in carcere a Venezia. L'operazione ha ricevuto il plauso del sindaco Luigi Brugnaro: "Grazie alla polizia locale, grazie alla magistratura", ha twittato.

Altre zone di spaccio 

"Ottima operazione della polizia locale, strategica per i nascondigli dello spaccio tra via Fratelli Bandiera e le banchine e gli stabili abbandonati della zona industriale - scrive il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin -. Il nuovo arresto è dunque un buon segno: su questo piano la lotta prosegue concretamente e per questo siamo grati alle forze dell’ordine. Segnaliamo anche, nel frattempo, la situazione difficile creatasi nella zona tra via Rizzardi, piazzale Giovannacci e le vie retrostanti, verso via Fratelli Bandiera, in particolare le vie Bellinato e Fabris, oggetto anche di una petizione da parte di moti cittadini residenti. Alcune abitazioni abbandonate (in via Rizzardi ai numeri 33 e 37, secondo la petizione), sono diventate nuovi covi di spacciatori e di sbandati, e le zone più appartate punti abituali di spaccio e di consumo, essendo tra l’altro vicine alla stazione e a via Ulloa, e al covo, sempre mal frequentato, dell’ex scuola Monteverdi. Anche in questi punti occorre intervenire sistematicamente".

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