Arrestato a Mira habitué dei furti d'auto: era evaso a dicembre

L'uomo, un 41enne albanese, era ristretto agli arresti domiciliari nel suo domicilio di Salerno. Nel 2017 trascinò con l'auto un agente della squadra mobile di Padova

È stato fermato ieri sera per un normale controllo delle generalità, quando si è scagliato contro i carabinieri e li ha aggrediti per tentare la fuga. Dopo un breve inseguimento, però, P.R., 41enne di origine albanese, è stato fermato e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. A portare a termine l'operazione sono stati i militari della tenenza di Mira.

L'aggressione e la fuga

Tutto è successo in pochi minuti. L'uomo ha dapprima fornito delle false generalità ai carabinieri, poi, alla richiesta dei documenti d'identità, è andato in escandescenze. Dopo aver neutralizzato il tentativo di fuga, gli uomini in divisa hanno capito a cosa fosse dovuto il suo nervosismo. L'uomo era infatto evaso lo scorso dicembre dagli arresti domiciliari, ai quali era stato ristretto dall'autorità giudiziaria di Salerno. A ciò si aggiunge anche il reato di ricettazione. Il malvivente, infatti, è stato trovato in possesso di due automobili rubate pochi giorni prima nella periferia di Padova. Visti i precedenti penali e i reati più recenti, il 41enne è stato portato in carcere a Venezia.

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Agente trascinato con l'auto per 50 metri

In passato l'uomo era stato accusato di tentato omicidio nei confronti di un agente della squadra mobile di Padova, trascinato con l'auto per 50 metri. L'episodio risale al 2016: gli agenti in borghese avevano intercettato l'auto dell'uomo, a bordo della quale si trovava anche il cugino 22enne, suo "compagno" di scorribande. Uno degli agenti aveva aperto la portiera dal lato guidatore e l'uomo, allora 38enne, aveva accelerato improvvisamente, trascinandolo per diverse decine di metri, mentre il suo collega stava sparando. La macchina era poi finita contro un platano. Dopo un tentativo di fuga, il più giovane si era infilzato su un cancello e i poliziotti lo avevano bloccato. Il cugino più vecchio, invece, era stato fermato qualche mese dopo mentre si trovava alla guida di un'automobile. Anche quella rubata.

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