Cronaca

Incendio nella ditta ambientale di Caorle, ex dipendente finisce in manette

A seguito di un'indagine articolata, le forze dell'ordine hanno chiuso il cerchio attorno ad un brindisino di 43 anni, con precedenti, licenziato in due circostanze dalla ditta

L'incendio del 2016

È il sospettato numero uno. I carabinieri del nucleo investigativo di Venezia, dopo una serie di indagini articolate, hanno messo le manette ai polsi a I.T., 43enne di origine brindisina e residente a Spinea, ritenuto responsabile dell'incendio divampato nella ditta ambientale FE.MAR. Ambiente Srl di Caorle il 25 settembre 2016. Sull'uomo, gravato già da precedenti di polizia, pendeva un'ordinanza di custodia in carcere emessa dal gip del tribunale di Pordenone.

A far scattare l'arresto, il segnale del cellulare e le conversazioni tracciate all'interno della propria automobile riguardanti l'incendio alla ditta. La perquisizone domiciliare nell'abitazione dell'uomo ha dato esito negativo, ma gli inquirenti avrebbero avuto sufficienti elementi per tenere in custodia in carcere l'uomo. In attesa dell'interrogatorio di garanzia di venerdì mattina.

I fatti

I militari dell'Amra, infatti, hanno dimostrato come il 43enne, un tempo dipendente dell'azienda stessa e licenziato in più di una circostanza, vantasse un credito nei confronti dei soci della ditta. Ecco perché avrebbe deciso di vendicarsi appiccando le fiamme alla struttura, ad un veicolo commerciale dell'azienda e appropriandosi indebitamente di costosi utensili aziendali indispensabili per il lavoro quotidiano. Nel corso della circostanza, il brindisino era stato aiutato da un complice, un 47enne romeno colpito dalla stessa misura custodiale, ma deceduto nel mese di giugno. Per il delinquente, ora, si sono spalancate le porte del carcere di Venezia.

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