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Giallo dell'imprenditore moldavo ucciso, c'è un chioggiotto fermato

Un 47enne, già arrestato per furto nel 2013, è accusato di omicidio, rapina e occultamento di cadavere. Possibili altre misure per i complici

Alla fine il fermo è arrivato. Per omicidio volontario, oltre che per rapina e occultamento di cadavere. A finire nel mirino della Procura di Venezia è stato un 47enne agricoltore di Chioggia, accusato di aver ucciso in concorso con altre persone l'imprenditore moldavo Vitalie Omencu, il 33enne di cui dalla primavera del 2013 non si sente più parlare. Sparito. Gli inquirenti si sono fatti un'idea precisa su questa latitanza: alla base della mossa dei magistrati, come riportano i quotidiani locali, diversi elementi. Che dopo la scoperta del cadavere dello scomparso di qualche giorno fa in un campo a Sant'Anna di Chioggia, vicino alla Romea, avrebbero trovato la quadratura del cerchio.

L'uomo d'affari era arrivato nel Nordest in cerca di auto usate da comprare a basso costo per poi rivenderle nel proprio Paese natale. Aveva già diversi appuntamenti schedulati in zona, ma le sue tracce si persero proprio nella zona clodiense. Lì l'ultima cella che ha captato il segnale di Omencu. Dopodiché il nulla, e la conseguente denuncia di scomparsa da parte della sorella, residente a Vicenza. Un altro elemento portato davanti al gip in sede di convalida, il fatto che il 47enne fermato nel 2013 venne arrestato dai carabinieri assieme al figlio e a un complice albanese per aver cercato di rubare nella villa di un collega. Non avevano i soldi per il pranzo di Pasqua, si era giustificato con i militari.

In quel frangente al trio venne sequestrata una pistola, un'arma che insospettì gli inquirenti visto il magro bottino che venne raccolto (una tv e due trofei di caccia). Secondo la ricostruzione dei magistrati, dunque, Vitalie Omencu durante il suo tour nel Veneziano sarebbe caduto in trappola. Alcuni malintenzionato lo avrebbero rapinato e poi ucciso. Un colpo finito nel peggiore dei modi. Dopodiché il tentativo di nascondere la verità sotto sessanta centimetri di terra in un campo privato di Chioggia. Il fatto che si contesti un reato in concorso lascia presupporre che a breve possano esserci novità sul caso. A far scattare la misura nei confronti del 47enne il possibile pericolo di fuga non appena è stato trovato il cadavere.

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