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Va in questura per il permesso di soggiorno: su di lui un ordine di cattura, finisce in carcere

Si tratta di un 38enne iraniano gravato da mandato di arresto internazionale. La sua richiesta era stata accettata qualche mese fa per motivi umanitari. È accusato del reato di truffa

Si reca in questura per aggiornare il permesso di soggiorno, ma si scopre che si tratta di un criminale ricercato nel Paese d'origine: nella giornata di mercoledì gli agenti dell’ufficio immigrazione della questura di Venezia hanno proceduto all’arresto di A.A.M., 38enne nato in Iran e gravato da mandato di arresto in ambito internazionale ai fini dell’estradizione. Il provvedimento risulta emesso dal tribunale di Teheran per truffa, reato per cui nel suo Paese è prevista la pena fino a 10 anni di reclusione.

Lo straniero si era presentato alla polizia per aggiornare un documento che gli era stato rilasciato qualche mese fa dalla questura di Reggio Calabria per motivi umanitari: così, al tempo, aveva deciso la competente commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, per inserire i dati del proprio figlio neonato.

Dall’istruttoria della pratica è emersa la segnalazione da parte dell’Interpol di Roma per ricerche in campo internazionale per conto dell’autorità giudiziaria estera. A Teheran lo straniero aveva affermato di essere un rappresentante di viaggi in grado di rilasciare visti Schengen per turisti iraniani, provocando ad un’agenzia internazionale di viaggi un danno pari a 4 miliardi di rials (moneta locale), corrispondenti circa 150mila dollari statunitensi. Terminate le operazioni di rito, l'uomo è stato accompagnato al carcere Santa Maria Maggiore di Venezia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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