Due rapine a mano armata in mezz'ora, preso il bandito. In passato aveva ucciso un uomo

Il doppio episodio il 14 dicembre a Cinto Caomaggiore. I carabinieri hanno individuato e arresto il responsabile, italiano: indossava ancora gli abiti utilizzati nel corso degli assalti

Doppia rapina, una riuscita e una solo tentata, l'arresto arriva tre giorni dopo. Il criminale non aveva esitato a estrarre una pistola e, nel secondo caso, a scagliarsi con violenza sulla vittima, sferrandogli un pugno. Bottino totale appena 100 euro. I fatti nella serata del 14 dicembre a Cinto Caomaggiore ai danni di una fioreria e di una abitazione privata. Sin dall’inizio, secondo gli investigatori, è apparso abbastanza chiaro che dietro alla minacciosa pistola ci fosse la mano di un "bandito solitario, disperato e sprovveduto, ma anche pericoloso".

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e della locale stazione, dopo aver visionato le immagini del malvivente riprese dal sistema di videosorveglianza della fioreria, hanno avviato le indagini. L'attenzione si è concentrata su pregiudicati locali già conosciuti, rintracciati per verificare se avessero un alibi credibile. Gli uomini dell'Arma si sono resi conto di aver fatto centro quando sono arrivati a casa di M.C., già salito alla ribalta delle cronache per un omicidio commesso nel 2001: all'epoca gettò in un pozzo ancora vivo un agricoltore che avrebbe potuto denunciarlo, reato per il quale aveva scontato 12 anni di carcere.

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Al momento del controllo indossava gli stessi abiti del rapinatore: stesse scarpe, stessa felpa con scritta sul braccio sinistro, stessi pantaloni, oltre alla identica conformazione fisica. Dalla perquisizione in abitazione erano saltati fuori una pistola scacciacani nera identica a quella vista in fioreria ed un sospetto scaldacollo nero. Purtroppo però il lasso di tempo trascorso non consentiva di arrestarlo in flagranza. Così le indagini sono proseguite per trovare nuove prove nei suoi confronti.

Ci è voluto un esame tecnico-comparativo tra la pistola e i vestiti indossati dall'uomo e quanto ripreso nel video della rapina; inoltre da altre telecamere di sorveglianza e nuove testimoni è stato possibile inchiodare l’indagato sul luogo del delitto pochi minuti prima delle rapine, completando così il quadro accusatorio. A quel punto il Pm di Pordenone ha richiesto la misura cautelare, emessa già il giorno successivo dal Gip. Sabato mattina dunque l’amaro risveglio per il rapinatore, che si è visto notificare l’ordinanza ed è stato accompagnato al carcere a Pordenone. I carabinieri hanno inoltre appurato che colui che ha subito il tentativo di rapina in abitazione è il “santolo” dell’arrestato. Sembra poi che il reato sia stato compiuto per poter pagare una contravvenzione per divieto di pesca rimediata pochi giorni or sono dalla polizia provinciale.

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