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Arriva Franceschini per la Mostra, dipendenti dei musei in corteo

Il 2 settembre, all'inaugurazione del Festival, al Lido vari fronti di protesta. Oltre ai Comunali, anche i lavoratori dei Beni culturali

Non ci saranno solo dipendenti comunali e insegnanti in trincea durante la Mostra del cinema di Venezia, che si aprirà il prossimo 2 settembre. Alla ricerca di visibilità per le proprie battaglie ci sono anche gli operatori del settore dei Beni culturali, che quindi si aggregheranno al corteo di protesta che alle 17.30, il giorno dell'inaugurazione, partirà dal piazzale Santa Maria Elisabetta. L'iniziativa, organizzata dai sindacati Fp Cgil, Fp Cisl e Uilpa si concluderà davanti al "buco" del Lido, dove i manifestanti rimarranno fino alle 20.30. La speranza è di poter far sentire la propria voce non solo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma anche al ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. Una delegazione intende consegnare un documento ad hoc al membro del Governo. 

"L’iniziativa, cui aderiranno i dipendenti dei musei e delle istituzioni culturali di tutto il Veneto - dichiarano i sindacati - intende sollevare, partendo dalla realtà della regione, temi e criticità presenti in larga parte del territorio nazionale, a partire dallo stato degli organici e delle strutture, oltre che i problemi legati alla riforma del Ministero dei Beni Culturali e alla mancata nomina dei Direttori dei Musei di seconda fascia. Di notevole entità (tra il 20% ed il 30%) risulta la carenza di organici che comporta difficoltà nelle coperture dei turni che avvengono con spostamenti continui di personale da una struttura all’altra. A ciò - concludono - si aggiunge la vertenza per il ritardato pagamento (tra i 6 e 7 mesi) del salario accessorio oltre che per il riconoscimento professionale".

L’altra nota dolente su cui i manifestanti chiederanno un intervento riguarda le condizioni - fino a rasentare problemi di sicurezza – di molti edifici che ospitano reperti e opere d’arte. "La denuncia apparsa sui giornali inglesi circa lo stato delle Gallerie dell’Accademia è solo il più macroscopico dei casi, ma non certo l’unico - continuano i rappresentanti dei lavoratori - Si chiede un programma di investimenti ad hoc". 

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