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Occasione Expo, gli albergatori sono andati "a scuola di turismo"

Due progetti organizzati dall'Ente Bilaterale Veneto e Confesercenti hanno cercato di fornire gli strumenti migliori agli hotel per attirare clienti

Manca un mese all'inizio dell'Expo e gli operatori turistici sperano di non perdere un'occasione d'oro, visto il numero di visitatori che raggiungeranno Milano e poi il resto del Belpaese. Compreso il territorio veneziano, che mantiene un importante appeal all'estero. L'importante è giocare d'anticipo, facendosi trovare pronti al momento del bisogno: per questo l’Ente Bilaterale Veneto e Confesercenti ha coinvolto oltre cento aziende del settore, soprattutto della provincia di Venezia, in un percorso di formazione.

Tutto è partito dalle stime dell’Organizzazione Mondiale del Turismo: si prevedono nei prossimi anni, specialmente in Italia, ma non solo, aumenti massicci di flussi turistici da tutto il mondo. "Durante il percorso formativo si è cercato di ridurre quelle inadeguatezze nella preparazione delle risorse umane, con progetti finanziati dalla Regione attraverso il Fondo Sociale Europeo, confezionati ad hoc rispetto le esigenze del mercato turistico - dichiara l'Ente Bilaterale - i progetti si chiamano 'Quattro Stagioni: business no stop' e 'Strangers in Chioggia: una vetrina sul mondo'".

Il primo percorso, al quale hanno partecipato 88 strutture ricettive, si è occupato di creare le fondamenta per ospitare nuovi flussi turistici dal Brasile, Russia, India, Cina e Mondo Arabo (Webmarketing, app, lingua straniera, accoglienza, conoscenza e fidelizzazione dei turisti di questi paesi emergenti), mentre il secondo ha formato 13 alberghi della città clodiense sul turismo europeo, anche con consulenze individuali.

"Entrambi i progetti, seppur diversi negli obiettivi, hanno avuto comunque lo stesso scopo, e cioè quello di intercettare, accogliere e fidelizzare il turista - ha spiegato Marco Palazzo, direttore dell'Ente bilaterale Veneto e Friuli Venezia Giulia - I risultati ottenuti hanno consentito alle strutture ricettive di attenuare i punti di debolezza emersi dallo studio dei fabbisogni aziendali, come la scarsità di nuove competenze linguistiche, la scarsa conoscenza della cultura locale, la non conoscenza delle basi dell’accoglienza per turisti con cultura diversa, la limitata coerenza con i fabbisogni aziendali, l’incompletezza esperienziale e formativa".

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