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Arrivano i soldi per ultimare il Mose, ma slitta la fine dei lavori

Il sistema di dighe mobili sarà attivo solo dal 2017. Lunedì il Cipe ha stanziato 1,2 miliardi di euro per portare a termine la sua costruzione

Arrivano i soldi per concludere la costruzione del Mose, ma i tempi slittano di un anno. Non più 2016, bensì 2017 per vedere la grande opera ultimata e funzionante. La messa in esercizio del sistema di dighe mobili ora è stata fissata oltre il giugno di quell'anno. Lo ha certificato lunedì il ministero delle Infrastrutture. A Palazzo Chigi, infatti, si è svolta l'attesa riunione del Cipe che ha dato il via libera all'ultima tranche di lavori contrattualizzati, per cui sono stati stanziati 1,2 miliardi di euro.

Un passaggio decisivo che arriva a pochi giorni dalla lettera in cui il commissario Anticorruzione Raffaele Cantone ha chiesto il commissariamento del Consorzio Venezia Nuova (DETTAGLI), la cui governance precedente è finita al centro dello scandalo che ha terremotato la laguna. Secondo il magistrato, però, i nuovi dirigenti nominati (che tra pochi giorni dovranno farsi da parte) "non hanno fatto venire meno i rischi di condizionamenti illeciti" dopo l'inchiesta veneziana che scoperto lo scandalo delle tangenti.

Tuttavia restavano da compiere gli ultimi passi per assicurare la fine dell'opera, ormai con uno stato dei lavori avanzato per oltre l'85%. Gli 1,2 miliardi di euro stanziati fanno parte in particolare delle assegnazioni finanziarie derivanti dalla legge di stabilità per il 2013 e il 2014. Un primo atto contrattualizza lavori per circa 1,09 miliardi di euro, il secondo atto aggiuntivo per circa 279 milioni. Il premier Renzi - ha spiegato la Regione Veneto - ha preso atto delle osservazioni del presidente Luca Zaia relativamente alla quantificazione degli oneri connessi alla gestione dell'opera, valutati in alcune decine di milioni di euro l'anno. Il rallentamento della messa in esercizio del sistema di dighe mobili è stato spiegato con la minore velocità dei flussi finanziari.

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