Cronaca Castello

Arsenale di Venezia, progetto cercasi: mancano i fondi per il rilancio, rischio degrado

Il complesso è proprietà del Comune, alcune aree sono concesse in gestione a Cvn, Biennale, Marina. Ma manca una governance complessiva, troppi spazi inutilizzati

Troppi punti interrogativi sull'Arsenale e per il momento non c'è nessuno che si prenda carico delle sorti del vasto complesso veneziano, 47 ettari di proprietà del Comune. Un progetto di governance per l'area non è prioritario, per il semplice motivo che non ci sono fondi. Si aspetta magari la proposta di qualche privato con una seria idea di gestione, evitando così il rischio che varie zone inutilizzate finiscano nel degrado. Se ne è parlato, come riporta La Nuova Venezia, nel corso di un convegno dell'Ateneo Veneto, martedì, a cui era presente anche l'assessore all'Urbanistica, Massimiliano De Martin.

Solo alcune parti dell'Arsenale vengono effettivamente sfruttate allo stato attuale. Vela, società partecipata comunale, si occupa degli eventi legati sia al Carnevale che a una serie di appalti (l'ultimo è stato il party dell'artista britannico Damien Hirst con il concerto dei Red Hot Chili Peppers); altri spazi vengono impiegati dalla Biennale per le sue esposizioni, ma anche queste sono temporanee; poi c'è la Marina Militare, in concessione perpetua, con l'istituto di studi militari marini e le attività connesse, tutto nell'area sud; il Consorzio Venezia Nuova occupa alcuni spazi per gli uffici e per i cantieri di manutenzione del Mose, mentre Thetis (società di tecnologie marine) è in via di smobilitazione: parte dei dipendenti sono già licenziati, altri potrebbero presto subire lo stesso destino. Infine l’istituto di scienze marine del Cnr, che però lamenta il problema dell'isolamento.

I canoni di concessione riscossi dal Comune non sono lontanamente sufficienti a coprire le spese di un progetto complessivo di rilancio. E nemmeno per la costruzione di un ponte mobile che dovrebbe unire la parte sud con quella nord, un intervento fondamentale per rendere l'Arsenale interamente percorribile. Il progetto c'è (in carico al Magistrato alle acque), ma non si procede. Se le cose non cambieranno - ha sottolineato l’architetto Claudio Menichelli, già responsabile per l’Arsenale della Soprintendenza - c'è il rischio che gli spazi non utilizzati tornino velocemente in uno stato di abbandono.

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