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Gli ascensori sono guasti, disabili fermi a terra negli uffici pubblici

Accessibilità delle strutture veneziane sotto accusa: al centro per l'impiego i dipendenti hanno allestito un secondo ufficio di fortuna al piano terra

Disabili e accessibilità restano due punti critici per Venezia. Dopo le polemiche che periodicamente piovono addosso alla città dei ponti e delle callette, questa volta tocca però agli edifici pubblici finire sotto accusa. Come riporta il Gazzettino, infatti, da mesi l'ascensore all'interno del Centro per l'impiego è guasto e la situazione è ormai degenerata al punto che i dipendenti della struttura hanno finito per allestire un secondo ufficio “parallelo” al piano terra dove ricevere chi non può salire le scale.

SITUAZIONE PARADOSSALE – La vicenda era già stata denunciata da una 29enne del Lido laureata in giurisprudenza. La giovane attivista, da sempre attenta alla questione disabilità, aveva segnalato il problema già in primavera, ma da allora non è cambiato nulla: l'ascensore all'interno dell'edificio di proprietà della Provincia è ancora immobile. Sembrerebbe che l'elevatore si guasti spesso perché mancano i soldi per la manutenzione ordinaria, e se i controlli periodici di routine sono giudicati troppo costosi una riparazione in piena regola è probabilmente da considerare pura fantascienza. Intanto però la struttura pubblica deve continuare a fare il suo dovere e quindi i dipendenti, non avendo altri modi per risolvere il problema, hanno allestito un secondo ufficio al piano terra dove poter accogliere chi non può salire.

RIMEDI D'EMERGENZA – Carrozzine, passeggini e stampelle restano quindi al piano terra, relegati in un “sottoscala” che i dipendenti pubblici hanno fatto il possibile per far assomigliare a un vero ufficio. Il centro di Santa Croce non è però l'unico con simili problemi: nel tribunale penale di Venezia i tre ascensori sono rimasti a terra a lungo negli ultimi mesi, causando non pochi disagi ai cittadini che volessero raggiungere le aule. C'è persino chi, impossibilitato a raggiungere gli uffici del gip al terzo piano, si è rifiutato di farsi portare “a braccia” e ha deciso di fare dietrofront e tornare a casa, disertando la sua stessa udienza. Situazioni incresciose che, in un Paese civile, dovrebbero essere tollerate solo come eccezioni e che invece, in laguna, sembrano ormai diventate la norma.

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