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Arriva l'asciutta generale: fiumi in secca per sperimentare il deflusso ecologico

Dal 16 al 18 marzo, coinvolti Dese e Marzenego: si testa un sistema che permetterà, entro il 2021, di migliorare la qualità dell'acqua. Promotore dell'operazione è il Consorzio di bonifica

Cittadini invitati a segnare due date nel calendario: 16 e 28 marzo, giorni in cui inizia e termina l’asciutta generale. L'iniziativa riguarda le derivazioni idrauliche che dal Piave scendono fino ai fiumi Dese, Zero, Marzenego e Sile, e prevede una forte riduzione del flusso d’acqua nei fiumi. È prevedibile che il Marzenego avrà una riduzione importante; un po’ meno il Dese (ci sono molti affluenti che portano l’acqua delle fontane a getto continuo), mentre la secca sarà molto accentuata nel fiume Zero con evidenti difficoltà a Zero Branco e Mogliano.

Direttiva europea per migliorare la qualità dell'acqua

L’asciutta generale del 16-28 marzo rappresenta la sperimentazione di quanto potrebbe avvenire con l’adozione del deflusso ecologico (DE) previsto dalla cosiddetta direttiva acque (Direttiva 2000/60/CE), una normativa che comporterà un nuovo sistema di gestione delle acque dei fiumi. Ne parla il direttore del consorzio, Carlo Bendoricchio: "Per ogni prelievo di acqua di fiume deve essere verificato che la quantità di acqua che rimane nel fiume sia tale da permettere di mantenere o migliorare la qualità ambientale complessiva del corso d’acqua. L’obiettivo finale che si propone la direttiva europea consiste nel raggiungere entro il 2021 almeno il livello di qualità 'buono' per tutti i fiumi".

Possibili disagi per la fauna e la popolazione

Spiega il presidente del Consorzio di bonifica acque risorgive, Francesco Cazzaro: "Potrebbero evidenziarsi delle criticità anche di carattere igienico-sanitario. Anche la fauna ittica sarà sottoposta ad un forte stress con la probabile necessità di recupero nei tratti che andranno in asciutta. Ai cittadini facciamo anche appello perché ci aiutino nella raccolta dei dati, collaborando al monitoraggio dei fiumi interessati dall’asciutta”. Acque risorgive mette a disposizione la sua app (che si può scaricare gratuitamente da Google Play e App Store) con la quale, una volta registrati, sarà possibile inviare segnalazioni utili. 

"Norme non adatte ai nostri corsi d'acqua"

Secondo Carlo Casoni, capo ufficio territorio ambiente di Acque risorgive, "le norme che regolano il deflusso ecologico sono state pensate per i grandi fiumi del Nord Europa e non si adattano facilmente a realtà diverse. Un’applicazione rigida di questo metodo rischia di creare notevoli problemi ai nostri corsi d’acqua". Alcune simulazioni evidenziano una interruzione del prelievo in maniera intermittente a seconda dell’andamento meteo anche per più giorni, o addirittura per più settimane consecutive. "Abbiamo, quindi, ritenuto utile sfruttare l’asciutta generale di marzo 2018 programmata dai colleghi del Consorzio Piave – conclude il direttore - per raccogliere quanti più informazioni possibili sui nostri corsi d’acqua disponendo misure di portata, livello e qualità delle acque. Questa fase sperimentale sarà utile per capire i potenziali effetti dell’applicazione di questa nuova normativa sul nostro territorio".

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