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Asili, "anziché assumere insegnanti precari il sindaco cerca tra i dipendenti comunali"

Denuncia di Cgil e Cobas, che accusano l'amministrazione veneziana di dato il via a un "censimento allo scopo di richiamare lavoratori che da tempo non fanno più gli educatori"

Contatti telefonici con il personale trasferito dai servizi educativi ad altre mansioni (anche, ad esempio, alla polizia locale), con lo scopo di verificare se i lavoratori hanno effettivamente requisiti e titoli per accedere alla mobilità. Un vero e proprio censimento, secondo Cgil Funzione Pubblica, che denuncia come al Comune di Venezia la Giunta, "invece di costruire un progetto chiaro e condiviso sul rilancio dei servizi educativi, si muova pensando di 'influenzare' i lavoratori che hanno condizioni fisiche che, loro malgrado, non permettono più di svolgere il loro lavoro".

Insomma, secondo il sindacato l'amministrazione Brugnaro sta "mettendo in atto un tentativo maldestro di reperire internamente al Comune parte delle risorse umane necessarie al funzionamento dei servizi educativi andando a richiamare personale che da tempo non svolge più quelle mansioni, e non certo per scarso amore nei confronti della propria professione, ma per salvaguardare e prevenire l’insorgere di problemi di salute".

"Con l’arrivo di questa giunta la qualità dei servizi è stata messa in secondo piano - attacca Daniele Giordano, segretario generale Fp Cgil - Un atteggiamento vergognoso, che ancora una volta dimostra come il Comune si stia trasformando da datore di lavoro a padrone, come se potesse disporre del proprio personale a prescindere da norme di legge e dalle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori. A questo si aggiunge il fatto che evidentemente si preferirebbe richiamare in servizio personale con ridotte mansioni piuttosto che, visti gli spiragli legislativi presenti nel Dl enti locali in parlamento, dare certezze al personale precario oggi in servizio. Espellere lavoratori sembra quasi diventata una missione per questa amministrazione".

Spiegano i Cobas: "Pare che l'amministrazione non abbia intenzione di rinnovare i contratti degli insegnanti di scuole materne e asili nido, sebbene possa farlo, grazie alla deroga alle sanzioni dello sforamento del patto di stabilità concessa dal governo". Di qui, spiega il sindacato, "'idea di fare la ricognizione tra tutti i dipendenti di fascia C che, indipendentemente da dove siano attualmente posizionati e impiegati, siano in possesso di titoli di studio che abilitino all'attività lavorativa negli asili nido e materne. Una volta individuati (i famosi 'insegnanti imboscati', come li chiama Brugnaro), ecco che si possono spostare a 'coprire i buchi' dei servizi educativi lasciati vacanti dagli insegnanti supplenti, lasciati a casa senza il rinnovo del contratto".

Il pericolo, di conseguenza, è che ad accogliere i piccoli all'asilo ci siano non degli operatori qualificati, formati e aggiornati, ma dei dipendenti comunali che, al di là del titolo di maturità conseguito a 19 anni, nella vita hanno poi fatto tutt'altro. "Come si può avere così scarsa considerazione per l'educazione dei bambini? - si chiede il sindacato - è fattibile che i bambini tra gli 0 e i 6 anni siano accompagnati nella loro crescita da adulti che non si sono mai occupati di educazione, nonostante siano ottimi lavoratori, magari anche ultrasessantenni? Evviva la qualità dei servizi".

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