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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca Marcon

Le vie di fuga del commando, la Golf bianca. A Brescia nel 2022 il colpo fotocopia

Erbusco nel 2022 come Marcon: vetrine di Gioielli Valenza svuotate, colpo durato minuti e una delle commesse prese in ostaggio. Quella volta al tentativo di una guardia giurata disarmata di distrarre i rapinatori provocò come risposta un sparo di avvertimento

A tre giorni dalla rapina con i fucili mitragliatori al negozio Gioielli di Valenza di Marcon, ricostruire in che modo e verso dove il gruppo d'assalto abbia pianificato l'allontanamento dal centro commerciale Valecenter è uno degli interrogativi che attanaglia le menti degli investigatori. Una pista ci sarebbe e avrebbe concentrato l'attenzione degli inquirenti verso ovest, in direzione del Passante e della Brescia-Padova. Non che altri orizzonti siano stati esclusi. Lo snodo delle direttrici di traffico possibili a Marcon è una vera e propria matassa da districare con tutta la viabilità secondaria. Fino a ieri avvolta nel mistero è anche rimasta la sorte della Golf bianca: questa macchina, insieme alla Fiat Panda rossa subito recuperata e messa sotto sequestro per i rilievi della scientifica, sarebbe la seconda auto usata dal gruppo armato che vari testimoni hanno menzionato durante gli interrogatori. Ma non si trova.

E intanto per dare un volto ai cinque della banda d'assalto si stanno esaminando in particolare alcune rapine molto simili, per modo di fare e armi adoperate, a quella della gioielleria di Marcon. Erbusco, in provincia di Brescia, si può dire sia il colpo fotocopia di quello veneziano. Il 9 novembre del 2022 tra le 17.35 e le 17.40 un commando di quattro rapinatori armati (e con il volto coperto da un passamontagna) ha fatto irruzione alla gioielleria Valenza del centro commerciale "Le Porte Franche". Vetrine svuotate, in un colpo durato pochi minuti durante i quali i banditi sono entrati da un ingresso al primo piano e hanno raggiunto la gioielleria mettendo in atto un colpo studiato per mesi. Una delle commesse prese in ostaggio ha fatto sì che nessuno in quel momento abbia provato a intervenire, tuttavia il tentativo di una guardia giurata disarmata di distrarre i rapinatori lanciando loro una sedia addosso provocò come reazione lo sparo di un colpo di avvertimento.

A Venezia il gruppo d'assalto ha agito con una freddezza totale, senza incontrare alcun ostacolo e gestendo con tranquillità l'imprevisto del cambio di commessa, visto che una collega si è offerta di prendere il posto di un'altra. Altri assalti sono nel mirino degli investigatori oltre a questo di Erbusco per la loro somiglianza a quello di Marcon. Le idee sulle bande criminali organizzate coinvolte non mancano, ma dall'ipotesi alla certezza che si tratti della stessa mano di strada ne corre molta, anche perché le prove da esibire in giudizio, di cui si sta occupando la scientifica, dovranno essere evidenti. Fattore straordinario sottolineato dagli investigatori, tanto veneziani quanto lombardi che si sono occupati dei casi simili, è l'assetto assolutamente sproporzionato del commando per quanto riguarda l'arsenale messo in campo. Fucili mitragliatori a fronte di un bottino da 250-300 mila euro di gioielli, quando negli assalti alla logistica delle bande dell'est i bancali di iPhone e iPad razziati si aggirano attorno ai 2-3 milioni di euro e senza l'uso di armi. Quelle lunghe utilizzate a Marcon al mercato nero non si trovano facilmente come fossero una 765 o una calibro 9. Servono agganci con canali ben oleati e quasi sicuramente collegati alla criminalità organizzata.

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