Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Assalto al blindato nel Vicentino, incriminato ex della Mala del Brenta

La squadra mobile del capoluogo berico ha chiuso il cerchio delle indagini sul colpo tentato nel luglio 2011: ordinanza di custodia cautelare anche per Giampaolo Manca, uno dei "mestrini"

Due nuovi arresti sono stati messi a segno dalla squadra mobile di Vicenza nell'ambito dell'operazione "Rete Piena", che il prossimo 12 dicembre porterà a giudizio sei persone. Il cerchio della vicenda, che vede coinvolte 17 persone a vario titolo, sembra essersi chiuso con l'arresto di due protagonisti della banda, che entrò in azione nel luglio 2011 con l'assalto a un portavalori a Torri di Quartesolo, nel Vicentino: si tratta del padovano Pietro Filippi, 58 anni, e del veneziano Giampaolo Manca, pure lui 58enne.

Con la complicità di una guardia giurata, il colpo, che se andato a buon fine avrebbe fruttato circa 180mila euro, sarebbe servito per finanziare un altro assalto: stavolta ai danni della cassaforte degli uffici Actv a Punta Sabbioni. Sarebbe stato un colpo milionario.

Filippi è legato a delle vicende politiche degli anni Ottanta, mentre Manca è un ex componente della Mala del Brenta, coinvolto anche nell'assalto al treno postale Venezia-Milano del novembre 1990 in cui morì una studentessa di 23 anni. Ai due arrestati la squadra mobile di Vicenza contesta, tra gli altri reati, il concorso nel trasporto degli 11 chili di esplosivo, in buona parte tritolo, che furono recuperati nel Trevigiano e, che secondo quanto emerso dal lavoro di investigazione, sarebbero serviti per far saltare la cassa della Actv di Venezia, l'azienda veneziana di trasporto pubblico; un piano che se fosse andato a segno avrebbe fruttato un bottino di alcuni milioni di euro.

 

I due si sarebbero anche occupati di ricettare l'Audi con cui a Ferragosto la banda avrebbe raggiunto Punta Sabbioni. Filippi è stato arrestato mentre era in un ristorante del Padovano, mentre Manca, che deve scontare una pena per omicidio, si trovava già rinchiuso nel carcere di Prato. A lui sono stati anche ascritti i reati di peculato e di detenzione e porto d’armi.

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