Anci, tavolo di confronto a Roma sui migranti: "Bisogna evitare che si ripetano altre Cona"

Il direttivo veneto ha partecipato all'assemblea nazionale dell'Associazione. Molte le garanzie richieste, tra cui l'utilizzo dei richiedenti asilo in lavori socialmente utili

Soluzioni concrete per l'accoglienza dei richiedenti asilo. Anci Veneto, nella giornata di martedì, ha partecipato a Roma all’incontro, terminato in tarda serata, organizzato da Anci nazionale per discutere alcune delle questioni di maggiore urgenza e attualità, tra le quali, per l'appunto, la questione dei migranti sul territorio italiano.

"L’incontro di ieri ha permesso di confrontarci in modo efficace con le altre realtà regionali, appurando che le posizioni sono piuttosto similari - ha dichiarato Maria Rosa Pavanello, presidente di Anci Veneto - Abbiamo riscontrato da parte di Anci nazionale la disponibilità di dare aperture fondamentali rispetto ad alcuni punti, ad esempio, la questione della possibilità da parte dei comuni di assumere personale dedicato. Il nostro obiettivo è di uscire da una gestione emergenziale dell’accoglienza e dare un effettivo sostegno ai nostri colleghi sindaci. Mi pare - conclude Pavanello - che anche Anci nazionale sia della stessa idea e che tenterà di portare avanti un confronto con il Governo che consenta un’accoglienza più ordinata, proprio allo scopo di tutelare i territori e i sindaci e fare in modo che casi come Cona e Bagnoli non si ripetano più".

L'incontro è stato il momento opportuno per richiedere anche alcune garanzie. Nella fattispecie, la direzione veneta, ha sottolineato la necessità di avere una certezza sui tempi del riconoscimento dello status di profugo o dell’espulsione e del rimpatrio, così come la garanzia sulla percentuale di blocco per l'accoglienza, che comprenda la quota di immigrati già presente nel territorio comunale. Anci Veneto ha richieso anche la possibilità da parte dei comuni di assumere a tempo determinato personale a cui affidare la gestione delle persone accolte, utilizzando le risorse già stanziate alle cooperative che gestiscono il servizio, nonché l'obbligatorietà, per i richiedenti asilo, dell’impiego in attività socialmente utili per il territorio in cui sono accolti.

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